Pacilli: L’Aquila è alla pari, loro hanno più pressione

L’attaccante rossoblù: ho giocato altri scontri così ad Avellino, Trapani, Terni La classifica non conta, tutto si rimette in discussione e noi vogliamo i tre punti
L’AQUILA. Per il super derby del Gran Sasso, L’Aquila domenica si affiderà ad uno dei giocatori di maggior qualità della squadra, Mario Pacilli.
Il talento di Torano è arrivato nella scorsa sessione estiva nella sua città natale, dopo quasi tre anni di corteggiamento. In questo stentato inizio di stagione per il club rossoblù, Pacilli ha già un gol all’attivo grazie alla perla in pallonetto nella partita di Ascoli, con cui però non è riuscito ad evitare la prima sconfitta in campionato. Per il resto, il suo inizio di torneo parla di accelerazioni brucianti e tanta qualità, ancora però non completamente al servizio della squadra.
L’occasione del riscatto della sua L’Aquila, in una settimana particolare visto il cambio in panchina tra Giovanni Pagliari e Nunzio Zavettieri, è dietro l’angolo e si chiama derby d’Abruzzo.
«Sarà una sfida che gli aquilani vivranno in modo particolare. Nonostante sia uno che si estranea dalle emozioni in mezzo al campo, anche io vivrò la partita con un trasporto diverso. D’altronde qui ci sono nato e so la rivalità che c’è tra le due città. Darò il massimo per cercare di aiutare L’Aquila a conquistare i primi tre punti in campionato. Sarebbero tre punti doppi, visto che si tratta del Teramo».
In carriera tra serie B e C Pacilli ne ha vissuti parecchi di derby: «Diciamo che ho una certa esperienza. Ho giocato in B il derby siciliano tra Trapani e Palermo, quello campano tra Avellino e Salernitana, e in serie C quello umbro tra Ternana e Perugia, l’unico finora vinto da quando gioco nei professionisti». Proprio sul derby ai tempi della Ternana, Pacilli ricorda un aneddoto: «Per far capire come fosse sentita una partita del genere, ricordo che fummo scortati durante tutto il tragitto da Terni a Perugia da due pattuglie della polizia, una precedeva e l’altra era dietro il nostro pullman, e da un elicottero, che doveva controllare eventuali lanci di pietre dai cavalcavia. Sembrava stessimo andando in guerra più che a giocare una partita di calcio». Tornando al derby d’Abruzzo di domenica, l’attaccante aquilano spiega che partita si aspetta: «Sarà una sfida diversa rispetto alle altre dove classifica e risultati precedenti non incideranno. Di sicuro sarà il Teramo, da capolista, ad avere maggiori pressioni; noi cercheremo di fare la nostra partita, poi alla fine vedremo cosa saremo riusciti a fare». A incitare Pacilli e i rossoblù ci saranno anche gli amici e i parenti del giocatore aquilano: «Da Torano (Rieti) dove abita la mia famiglia, verranno una ventina di persone a sostenerci».
Commemorazione. Stamani, una delegazione del gruppo promotore “L’Aquila me’”, il Supporters’ Trust a sostegno dell’Aquila Calcio ormai prossimo alla sua ufficiale costituzione, partirà in treno dalla stazione di L’Aquila in direzione di Contigliano, in provincia di Rieti, in ricordo dell’incidente ferroviario che 78 anni fa, il 3 ottobre 1936, provocò otto vittime tra la squadra rossoblù, in viaggio per la trasferta di Verona nel campionato di serie B. È prevista una cerimonia di commemorazione sul luogo della tragedia.
Giammarco Menga
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