PADOVA VALE RICORDI ED EMOZIONI INDELEBILI
Nei ventiquattro anni in cui ho seguito la serie B, prima con Telepiù e poi con SkySport, tre squadre hanno saputo conquistarmi per davvero: il Cagliari 2003/04 di Edi Reja, l’Empoli della scorsa...
Nei ventiquattro anni in cui ho seguito la serie B, prima con Telepiù e poi con SkySport, tre squadre hanno saputo conquistarmi per davvero: il Cagliari 2003/04 di Edi Reja, l’Empoli della scorsa stagione guidata da Aurelio Andreazzoli e, naturalmente, il primo Pescara di Zdenek Zeman. Talento e qualità al servizio dell’organizzazione, una goduria per gli occhi, uno sbocco naturale alla fine della stagione, la promozione.
Anche un altro comun denominatore: un po’ di sofferenza nel girone d’andata, il boom nella seconda parte del campionato. Quel Cagliari aveva nel motore Zola, Esposito e Suazo eppure a gennaio s’affannava ancora a -10 dall’Atalanta capolista, per poi trionfare a giugno da primo in classifica.
L’Empoli ha dovuto aspettare la vigilia dell’ultimo Natale, il cambio in panchina tra Vivarini ed Andreazzoli per passare dallo status di buona squadra a quello di squadra fantastica a cui non è riuscito di battere però, tra i tanti ottenuti, un solo record: quello dei gol segnati. Rimasto nella bacheca del Pescara 2011/12.
La squadra del boemo archiviò le prime ventuno partite con 39 punti e il quarto posto, il miglior attacco per distacco (45 gol), ma anche il maggior numero di sconfitte tra le prime otto, sei. Insomma, meravigliose pennellate e qualche pomeriggio da buttare via. E poi quella brutta primavera: le tre sconfitte consecutive con Ascoli, Bari e Varese, le morti di Mancini e Morosini, un senso di generale smarrimento… Fino alla notte dello stadio Euganeo. Pescara scivolato al quarto posto, veneti quinti anche se con otto punti di differenza in classifica. Dopo un paio d’ore pensammo che, probabilmente, i punti di differenza è come se fossero stati ottanta, due mondi diversi, troppo lontani. Il Pescara ne fece sei e avrebbe potuto farne un’altra mezza dozzina. Una prestazione mostruosa. Soprattutto, dopo quella partita, nelle altre sei che seguirono con Gubbio, Vicenza, Grosseto, Torino, Sampdoria e Nocerina vedemmo giocare a calcio come mai era capitato prima. Da restare con la bocca spalancata. Da entrare nella storia.
Padova vale un ricordo. E un’emozione che non si scorda mai.
* giornalista
SkySport
©RIPRODUZIONE RISERVATA

