Pagliari: «È un punto che non buttiamo via»

21 Ottobre 2024

Il tecnico: «Non abbiamo fatto il nostro gioco. Giampaolo pagherà una multa per l’espulsione»

RIANO. «È stato preso un punto, che non disdegno, ed è normale per come si era messa la partita - commenta a fine gara mister Giovanni Pagliari -. Siamo caduti nel trabocchetto della gara sporca, sulle palle lunghe, e non abbiamo fatto il nostro gioco. Questo è stato, secondo me, l’errore di giornata. Si può fare sempre meglio, abbiamo fatto tanti sbagli, siamo stati un po’ superficiali, però, ripeto: questa è una squadra che deve solo giocare a calcio, come piace a me e come ci alleniamo in settimana. Se la mettiamo sull’impegno, anche chi è entrato dalla panchina ha fatto bene, tranne chi ha commesso la sciocchezza dell’espulsione», riferendosi a Giampaolo, espulso nel finale. «Pagherà la multa - prosegue il tecnico - perché lasciare i propri compagni in dieci non è mai bello. La squadra sta bene fisicamente, è tutto un fatto di testa: ti sei innervosito perché l’arbitro, come tutti noi, a volte sbaglia. Non ha saputo tenere in pugno la partita e siamo caduti nella loro trappola. Noi dobbiamo puntare sul fraseggio perché siamo una squadra tecnica, e se la mettiamo sulla rissa, come è accaduto, gli espulsi e gli ammoniti sono i nostri, non quelli degli altri. Questa squadra, ripeto, deve giocare a calcio viste le qualità tecniche che abbiamo, ma se la mettiamo sul piano fisico, qualcosa la possiamo perdere. Non ho visto un gruppo che non ha lottato - continua Pagliari -. C’è una differenza tra dire che una squadra è tecnica e dire che, invece, non lotta. Non ho mai detto che L’Aquila non lotta. È una squadra aggressiva, perché nel primo tempo il Roma City non giocava: noi eravamo a novanta metri dalla nostra porta e infatti hanno sempre lanciato palla lunga. Non è che ci manchi la garra, ma non dobbiamo limitarci a giocare solo su palle lunghe, perché le nostre caratteristiche sono altre. Questa squadra ha gli attributi, dà sempre tutto, ma è giusto che lo faccia nel proprio campo, non in quello altrui. Questo è il mio rimprovero e l’ho detto anche ai ragazzi a fine partita. Mi viene un po’ da sorridere, perché sembra esserci un’atmosfera strana: basta un pareggio per scatenare la depressione, come se la vittoria fosse scontata, come se L’Aquila dovesse vincere tutte le partite. Un pareggio sembra una sconfitta, ed è un principio sbagliato. Ora ci prepariamo per la gara di mercoledì, ma questo assillo che un pareggio è una mezza sconfitta, devo essere sincero, io non lo accetto. Il campionato si vince a maggio». (v.b.)