Palmiero tornerà a disegnare le geometrie di gioco

8 Luglio 2020

L’assenza del centrocampista uno dei punti di rottura tra il presidente Sebastiani e l’ex Legrottaglie

PESCARA . Si riparte da Andrea Sottil e… Luca Palmiero. Nel 4-3-3 scelto dal neo allenatore per risollevare le sorti del Pescara, l’uomo chiave sarà proprio il calciatore più discusso delle ultime settimane. Prima del match contro la Juve Stabia Palmiero ha avuto un problema al ginocchio che lo ha costretto di nuovo a dare forfait, ma già nella sfida successiva a Pisa era tornato nell’elenco dei convocati. All’Arena Garibaldi Nicola Legrottaglie non lo ha rischiato, poi lo ha tenuto fuori anche nelle gare contro Empoli e Cremonese.
Scelte che hanno minato ulteriormente il feeling tra l’ex tecnico del Delfino e il presidente Daniele Sebastiani. «Vedere Palmiero in panchina mi ha fatto arrabbiare», ha ammesso Sebastiani nel post partita di Cremona, «quando è stato a disposizione, credo che abbia dimostrato di poter prendere per mano la squadra. Non vederlo impiegato nemmeno per un minuto mi ha fatto storcere il naso». Dunque, la prima mossa di Sottil sarà quella di riportare al centro del progetto tattico il playmaker di proprietà del Napoli che l’estate scorsa era stato ingaggiato per rimpiazzare Gaston Brugman. A causa di ripetuti guai fisici, Palmiero ha disputato appena 16 gare da titolare (una volta sola è subentrato negli ultimi 14’ nell’incontro perso in casa con lo Spezia) e i risultati della squadra sono stati sbalorditivi: su 48 punti a disposizione, il Delfino ne ha conquistati 29 (9 vittorie, 2 pareggi e 5 ko). Una media altissima (1,81 punti a partita), da promozione diretta, inferiore solo a quella della capolista Benevento. Venerdì Palmiero tornerà a essere il faro della manovra di un Pescara che presumibilmente cambierà pelle e modo di affrontare gli avversari. Basta rileggere alcune dichiarazioni rilasciate in passato da Sottil per capire che tipo di calcio intenderà proporre il 46enne torinese. «Personalmente mi ritrovo in Simeone con un gioco verticale», ha detto Sottil tempo fa, «mi piace maggiormente la ricerca della rete. Il possesso palla fine a se stesso non mi interessa e credo che sia praticamente impossibile riproporre il tiki taka del Barcellona di Guardiola». Per dare sfogo a un gioco verticale la presenza di Palmiero sarà imprescindibile, dal momento che in rosa non ci sono altri giocatori con le sue caratteristiche. L’ex cosentino non ama i passaggi in orizzontale, al contrario, predilige muovere il pallone velocemente in avanti innescando i movimenti degli attaccanti e con il ritorno al 4-3-3 proverà di nuovo ad essere protagonista. (g.t.)
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