Palmiero è il faro di Zeman Guida il Pescara verso la B

È il pilastro del 4-3-3 del boemo dopo un avvio stentato e un infortunio
PESCARA. Da oggetto del desiderio del mercato estivo a brutta copia del centrocampista conosciuto da tutti fino a diventare, con Zeman, il faro della mediana. Luca Palmiero è tornato e sembra essere uno degli imprescindibili nel pensiero del tecnico boemo. Geometrie precise, idee tattiche e ritmo: l’ex Napoli si è preso le chiavi del centrocampo biancazzurro e non vuole più lasciare quel ruolo anche se Aloi e Kraja lo insidiano.
Il mercato estivo. Il Pescara aveva puntato tutto su due registi: Pezzella, poi finito alla Triestina, e Ghion, andato al Catanzaro. Ma c’era sempre stato un sogno nel cassetto: quello di riportare Luca Palmiero in biancazzurro. Operazione impossibile a detta di molti, Palmiero mai avrebbe accettato la serie C ed allora il Pescara, dopo il no di Pezzella, virò su Andrea Ghion. Sia con il Perugia che con il Sassuolo l’accordo era stato trovato, ma al momento del trasferimento arrivò forte il Catanzaro a scombinare le idee ai biancazzurri. Ghion accettò la squadra che poi ha dominato il campionato e il Pescara ad agosto si ritrovò senza regista. E la società andò su Palmiero. La lunga trattativa con il Napoli per trovare l’accordo sull’ingaggio e il sì del calciatore: alla fine il matrimonio si fece, ma da subito fu chiaro che non era tutto così facile.
L’inizio della stagione. Palmiero sostanzialmente non aveva fatto la preparazione con i compagni, a Napoli aveva sempre lavorato a parte e il ritardo di condizione sfociò nella volontà di inseguire una forma che non arrivava mai. Il risultato è stato che Colombo, per ovvi motivi, gli preferì Kraja prima e Aloi dopo in regia e, tranne qualche scampolo di partita, Palmiero non aveva mai convinto. E proprio quando sembrava stesse ritrovando la giusta condizione, ecco l’infortunio al ginocchio a dicembre. Un guaio ancora più grande per chi come Palmiero aveva dovuto ricominciare da capo. E a gennaio con Colombo le cose non sembravano andare meglio. Nel nuovo 4-2-3-1 nato dopo gli arrivi di Merola e Rafia, il tecnico biancazzurro si era affidato al tandem Kraja-Gyabuaa con Aloi come prima alternativa.
Palmiero e Zeman. Tutto però per Palmiero è cambiato con l’arrivo del tecnico boemo sulla panchina biancazzurra. Zeman da subito si è chiesto come mai un giocatore così importante per la categoria non sia riuscito ad incidere. E dalla prima partita (con la Juve Stabia) gli ha dato in mano la squadra. Palmiero con Zeman è diventato insostituibile in quel ruolo e l’ex Cosenza ha ripagato la fiducia del boemo con prestazioni importanti. Vertice basso del centrocampo a tre, Palmiero è stato spesso il direttore d’orchestra disegnando geometrie e interpretando al meglio il pensiero del suo allenatore. E quanto Palmiero sia importante per Zeman si è capito la settimana successiva all’infortunio di Catanzaro. Palmiero al Ceravolo si fermò dopo pochissimi minuti, ma con la Virtus Francavilla, dopo sette giorni, Zeman lo ha schierato subito dall’inizio, magari rischiando un po’. Tradotto: con Brosco, Rafia, Merola e Lescano Luca Palmiero è uno dei pilastri dell’undici ideale che ha in testa il tecnico. E in chiave play off la qualità e le giocate del forte centrocampista saranno fondamentali. A cominciare da domenica, quando allo stadio Adriatico (ore 17,30) arriverà il Monopoli e sarà importante vincere, sperando anche che da Catanzaro (dove giocherà il Foggia) arrivino buone notizie per blindare il terzo posto in classifica. E attenzione ai cartellini: anche Luca Palmiero è a rischio squalifica e un’eventuale ammonizione priverebbe Zeman del suo regista nello scontro diretto di Picerno. Ma in caso di successo e di qualche risultato favorevole, il terzo posto potrebbe essere blindato già domenica.
Enrico Giancarli
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