Palumbo ostaggio di un sogno: sfondare con il mio Napoli

21 Febbraio 2018

Il Napoli, la Nazionale under 20 e la possibilità di andare al Monaco. Cosmo Palumbo, centrocampista del Francavilla, era una promessa del calcio italiano. Talento, personalità e senso del gol: il...

Il Napoli, la Nazionale under 20 e la possibilità di andare al Monaco. Cosmo Palumbo, centrocampista del Francavilla, era una promessa del calcio italiano. Talento, personalità e senso del gol: il ragazzino cresciuto a Melito di Napoli era un punto fermo della Primavera del Napoli allenata all'epoca da Ernesto Apuzzo. Era un centrocampista centrale che inventava assist, ma non disdegnava gli inserimenti a tal punto che fu il mediano più prolifico del campionato con dodici gol. Le grandi squadre europee provarono a strapparlo al Napoli. A 17 anni Palumbo è stato a un passo dal Monaco. Era tutto fatto: l'agente Oscar Damiani, insieme all'allora procuratore di Cosmo, Sergio Berti, lo stesso di Vieri, De Rossi e Aquilani, aveva definito l'operazione. Per il talento napoletano era pronto un contratto di cinque anni e un volo di solo andata verso il Principato di Monaco. «All'ultimo ho rifiutato perché non me la sono sentita di lasciare il Napoli», racconta Palumbo. «Il mio sogno, da tifoso napoletano cresciuto in una famiglia che ama il Napoli, è stato sempre quello di giocare nella squadra della mia città. Non sono pentito di aver detto no al Monaco». Palumbo è rimasto a Napoli, giocando nella Primavera insieme a Ciano e Insigne, ed è arrivato fino alla Nazionale Under 20, dove c'erano Bonaventura, Okaka e Darmian, tutti giocatori che sono arrivati in serie A. Cosmo, nonostante le qualità tecniche indiscusse, non ci è mai arrivato. «Tutti mi chiedono perché non ce l'ho fatta. Non è vero che non avevo la testa a posto. La verità è che non mi sono confermato ad alti livelli negli anni in cui dovevo spingere di più, ovvero i primi nei quali il Napoli mi ha mandato in prestito in C. Poi quando scendi di categoria è sempre difficile risalire». Palumbo ha girato l'Italia tra serie C e D e adesso, a 29 anni, sta vivendo una seconda giovinezza a Francavilla, dove è il leader della squadra e il capocannoniere con dieci gol. «Gli anni più belli li ho vissuti a Cesena, quando siamo stati promossi in B, e alla Cavese, dove mi sono divertito tantissimo. In Abruzzo sto bene e poi a Francavilla c'è il mare che per me è fondamentale».
In molti lo chiamano Cosimo. «A mio nonno sbagliarono a scrivere il nome all'anagrafe. Gli tolsero una i, così divenne Cosmo. Ho ripreso il nome sbagliato da lui». Oltre al calcio, Palumbo porta avanti anche attività imprenditoriali. «Mi sono agganciato al campo di mio fratello, che fa il dentista come mio padre, rifornendo gli studi odontoiatrici di materiali consumabili. E' un'attività che porto avanti insieme ad un altro socio». A Francavilla ha scoperto un nuovo hobby («Mi sono infognato a giocare alla playstation con Banegas a Call of Duty»), ma, soprattutto, è tornato ad essere quel fenomeno che incantava nella Primavera del Napoli e che aveva attirato le attenzioni del Monaco.
Giammarco Giardini
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