PAPÀ CONSIGLIA E LEI È UNA CHE NON MOLLA MAI

8 Febbraio 2015

È Camila che gli oltre quattromila del 105 Stadium di Genova aspettano e vogliono godersi. Qualcuno di loro l’ha vista in tv nelle notti degli Australian Open mandare anzitempo a casa Pennetta e poi...

È Camila che gli oltre quattromila del 105 Stadium di Genova aspettano e vogliono godersi. Qualcuno di loro l’ha vista in tv nelle notti degli Australian Open mandare anzitempo a casa Pennetta e poi Smitkova per arrendersi d’un niente a Venus Williams. Altri ne hanno letto e sanno che è di razza gladiatoria.

Sì, il primo match di FedCup con Sara Errani contro Caroline Garcia è stato intenso e intelligente, ma il sangue tennistico - pensano tutti - lo farà scorrere la ragazza di Macerata. Che forse già negli spogliatoi s’immagina tanta attesa, la sente, la fa propria e la trasforma in un corpo-a-corpo e nella netta vittoria su Alizé Cornet, la più forte delle transalpine.

Numero 31 al mondo, terza nella classifica italiana, Camila è di una scuola particolare. I genitori sono italiani d’Argentina, l’imprinting tennistico è americano, il mix è un unicum realizzato da Sergio, l’onnipresente padre. Che ha raccontato nei giorni scorsi come non permetteva ai figli di camminare anzitempo quand’erano piccolissimi perché «è essenziale gattonare per rafforzare gli arti superiori», come abbia imposto a Camila di giocare molto avanzata e d’anticipo, come sia convinto che il tennis sia simile al pugilato dove prevale sempre chi picchia di più.

Sergio ha fatto un eccellente lavoro con Camila. Non replicabile. E al proposito dice e fa cose tanto sagge quanto contraddittorie: che il tennis non è tutto nella vita quando è evidente che lui è per Camila il riferimento totalizzate, che è contrario a ogni doping ma che sarebbe giusto legalizzarlo.

Di storie dei genitori speciali e di figli campioni ne abbiamo sentite tante: per non andare lontano nel tempo, penso ad Agassi, a Murray, a Tomic, a Bartoli. Non tutte sono storie serene. L’importante è che Camila si diverta così come fa divertire il pubblico dello stadio coperto genovese, che oggi la vuol vedere scambiare pallate con un’altra “bombardiera”, Caroline Garcia.

Per il resto viene naturale affidarsi a Sara, sempre più matura e sicura di sé. Grazie a loro l’Italia tennistica continua a vivere una stagione felice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA