Pari deludente e fischi Zauri è sulla graticola

Ciofani replica a Taugourdeau, possesso palla sterile per i biancazzurri Il Trapani prende un punto e recrimina per un gol annullato a Pettinari
PESCARA. Solo un pareggio, il Pescara non sa più vincere. Appena tre punti conquistati nelle ultime cinque gare. L’ultima gioia è datata 9 novembre scorso, a Empoli. Poi, un continuo perdere quota in classifica; una costante discesa sul piano della qualità del gioco, colpa anche di alcune scelte del tecnico Zauri. Ora i biancazzurri sono appena sopra la zona play out, al di sotto di quelle che sono le aspettative della società e dell’ambiente. Soprattutto, sembrano smarriti. Come se avessero perso la bussola, quella del gioco che per poco meno di un mese aveva fruttato punti e bollicine e regalato illusioni. Invece, adesso il Pescara è sterile, quasi svuotato. Incapace di reagire a un trend che sta portando Zauri sulla graticola, condannato a invertire la rotta nelle ultime due gare del 2019 per tenersi stretta la panchina.
Il Trapani porta via un punto senza rubare nulla. L’esperto Fabrizio Castori debutta sulla panchina dei siciliani imbrigliando Zauri e imponendogli un possesso palla tanto marcato quanto infruttuoso. Se il Pescara torna all’antico, ovvero al 4-3-2-1 con Borrelli centravanti, il Trapani sceglie il 5-3-2. I siciliani sulla difensiva e i biancazzurri in costante proiezione offensiva, ma a ben vedere i portieri nel primo tempo stanno a guardare ed è il Trapani a segnare 2 reti contro quella segnata dai padroni di casa. Solo che il gol dell’ex Pettinari, al 13’, viene annullato per un fuorigioco inesistente, un abbaglio dell’assistente. Roba che con la Var sarebbe stato convalidato. E così dopo una respinta di Carnesecchi su conclusione dalla distanza di Memushaj, è il Trapani che sblocca il risultato. Lo fa con il francese Taugourdeau, al 30’, che trasforma in gol una punizione dai 25 metri. Il Pescara continua a macinare gioco, arriva facilmente sulla trequarti grazie anche alla fluidità che Palmiero conferisce alla manovra, ma non sfonda. Vuoi perché il Trapani si chiude bene vuoi perché i biancazzurri non sono incisivi. Borrelli è ininfluente e Machìn e Galano non trovano gli spazi in cui esaltarsi. Ma il pareggio arriva comunque, lo firma Matteo Ciofani di testa al 42’, su assist di Drudi. C’è tutto il secondo tempo per inseguire la vittoria scaccia-crisi, il gol prima dell’intervallo dovrebbe dare fiducia e carica al Pescara. Che, invece, nella ripresa ripete un monologo senza convinzione, attacca ma va sempre a sbattere contro il muro dei siciliani. Borrelli sarebbe da cambiare subito, invece, Zuari aspetta 13’ prima di inserire Maniero. Il tempo passa e la manovra diventa più scontata e prevedibile. E così la gara si accende solo per le giocate di Machìn che al 33’ va vicino alla rete: tiro dalla distanza sugli sviluppi di un corner e Carnesecchi si esalta in una difficile deviazione in angolo. Tutto qui il Pescara. Tanto possesso palla, raramente finalizzato a far male. Sterile. Anche sul piano della carica agonistica la sensazione è che si stia sgonfiando. È vero che la classifica è corta, ma sarà bene guardarsi alle spalle piuttosto che mirare solo alla zona play off. Appena sette squadre dietro - altro che sogni di gloria! - con la prospettiva di dover giocare giovedì sul campo del fanalino di coda Livorno (due gare e altrettante sconfitte per la nuova gestione Tramezzani) per poi chiudere il girone d’andata (e l’anno) in casa domenica (ore 12,30) contro il Chievo. Solo dopo il presidente Sebastiani trarrà le conclusioni sul conto di Zauri. E prestazioni come quella di ieri non aiuteranno il tecnico a restare in sella.
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