Pari e patta nel derby

21 Settembre 2015

Avanti l’Avezzano con Puglia, Suriano su rigore rimonta per il Chieti

CHIETI. Puglia chiama, Suriano risponde. Per il Chieti doveva essere la partita del riscatto, per l’Avezzano quella della continuità. Alla fine all’Angelini esce fuori il derby dei rimpianti. Finisce in parità (1-1), ma è un punto che non accontenta nessuno. Il Chieti regala il primo tempo agli avversari, domina nella ripresa con l’ingresso di Gomis, il cambio di modulo e il passaggio al 4-2-3-1, ma sbaglia troppo sottoporta e non riesce a sfruttare la superiorità numerica negli ultimi 17 minuti per l’espulsione di Felli. Solo un episodio, il rigore concesso al 32’ della ripresa per fallo di mano di Felli sul tiro di Dos Santos, poi trasformato da Suriano, interrompe la maledizione degli errori davanti a D’Avino e regala al Chieti un pareggio che sta stretto.

L’Avezzano, senza i due centravanti titolari Moro e Di Genova, sorprende nel primo tempo per l’atteggiamento, coraggioso e sempre propositivo, ma nella ripresa inspiegabilmente diventa rinunciatario e pensa solo a difendersi. Ai punti, il Chieti avrebbe meritato la vittoria. Sì, la squadra di Ronci, schierata inizialmente con il 3-4-3 e con quattro novità rispetto alla trasferta di Fermo, non impressiona nei primi 45’ ma, pur non giocando benissimo, crea due clamorose occasioni da gol con Dos Santos e colpisce il palo esterno con Del Grosso direttamente su calcio di punizione.

Nella ripresa, con il cambio tattico, il Chieti ha chiuso l’Avezzano nella sua metà campo sciupando un’altra occasione nitida con Dos Santos e rischiando solo su un tiro da calcio d’angolo di Di Massimo che si stampa sul palo. Ma il difetto dei neroverdi è quello di prendere gol alla prima occasione concessa agli avversari. E così, al 30’, l’Avezzano passa in vantaggio con un gran tiro a fil di palo di Puglia, che conclude un’azione geniale partita dai piedi di Ndiaye e passata per il velo di Di Massimo. Il numero 11 biancoverde era il giocatore più atteso del derby. E il 19enne di Torano non ha deluso le aspettative. Di Massimo ha messo lo zampino sul gol, ha messo in affanno la difesa del Chieti quando affondava, ma soprattutto ha dato una grossa mano in fase difensiva. E ha anche protestato al 40’ della ripresa per un presunto fallo in area di rigore commesso ai suoi danni. Ma l’arbitro Somma di Castellammare di Stabia ha optato per la simulazione e il cartellino giallo. Pochi minuti prima, dopo il rigore trasformato da Suriano, il Chieti aveva protestato per un altro presunto fallo in area ai danni di Gallo, ma l’arbitro ha lasciato correre. L’Avezzano ha chiuso la partita in nove per il rosso diretto al centrocampista Florin Tariuc che entrerà nella storia per una delle espulsioni più veloci della serie D: il romeno, entrato al 47’ della ripresa, si fa espellere un minuto dopo per una gomitata sul volto di Scintu che finisce in ospedale per un trauma cranico e una profonda ferita lacero-contusa all’arcata sopracciliare. Il difensore neroverde viene dimesso in serata con dodici punti di sutura e sette giorni di prognosi. Un episodio che macchia un derby combattuto, ma corretto.

Il Chieti, dopo quattro giornate, scivola a -5 dalla vetta. Non proprio come auspicato dal patron Pomponi, che aveva chiesto 15 punti nelle prime 5 gare. Ma non si può pretendere tutto e subito. La squadra è nuova, ha bisogno di tempo per ingranare e, forse, di qualche innesto a centrocampo. Il 4-2-3-1 visto nel derby potrebbe essere una soluzione in futuro per Ronci. L’Avezzano ottiene il secondo risultato utile consecutivo. Luci e ombre nel derby. E una certezza: quella di Lucarelli è una squadra che non può prescindere dal suo gioco offensivo.

Giammarco Giardini

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