Paris applaude Aquino: l’ideale per l’Avezzano

Il presidente scommette sul nuovo attaccante. Lunedì 25 prende il via la stagione biancoverde
AVEZZANO. Se i tifosi dell’Avezzano dovessero giudicare dai problemi ai quali devono far fronte le avversarie abruzzesi, probabilmente sarebbero indotti a pensare che quella biancoverde è veramente un’oasi felice. Infatti basta guardarsi attorno per acquisire questa consapevolezza, perché i cugini aquilani stanno ancora facendo i conti con una retrocessione che ancora brucia, quelli del Chieti vorrebbero far fuori il loro presidente Pomponi ma non hanno un’alternativa, il Lanciano rischia di sparire ancora una volta e nella migliore delle ipotesi potrebbe soltanto andare a ingrossare la pattuglia regionale di quarta serie. E allora, per dirla con una locuzione latina, “beato chi ha un occhio nella terra dei ciechi”, che in termini più semplici significa che con i tempi che corrono ci si può accontentare anche del poco che passa il convento. Anche se quello che ha offerto la gestione Paris negli ultimi sei anni, non è assolutamente poco, anzi. L’ultimo arrivo nella sede di via Ferrara, risponde al nome di Orlando Aquino, inseguito per oltre un anno e finalmente messo sotto contratto nella giornata di giovedì scorso. Per il 28enne napoletano, il prossimo dovrebbe essere l’anno del riscatto e su di lui punta il patron Gianni Paris: «Lo avremmo voluto anche lo scorso anno, ma allora lui fece una scelta diversa. Adesso è con noi e dal momento che ha sempre avuto un carattere da combattente, sono sicuro che onorerà al meglio questa maglia». Il raduno della squadra è prevista per lunedì 25. Pero, per una punta che arriva, due sono partite per altri lidi. Nella stessa serata di giovedì, immediatamente dopo la firma di Aquino, sono stati ceduti Di Curzio al Livorno e Pollino al Latina. Dalla cessione del primo, l’Avezzano ricaverà una cifra molto vicina ai 10mila euro, mentre il giovane Pollino andrà a giocarsi le proprie carte con la formula del prestito. Insieme ad Aquino, l’Avezzano ha presentato anche altri due giovani dai quali ci si aspetta molto: Rodolfo De Vivo e Nicolò Mercogliano. Di De Vivo si sa che è un mancino ed ha già maturato una discreta esperienda in serie D, mentre per quanto riguarda Mercogliano, starà a Tortora cambiarne l’atteggiamento in campo e convincerlo che il calcio moderno è fatto in gran parte di spirito di sacrificio e di volontà di emergere. Se l’ex celanese sarà disposto a sposare la causa, la gradita sorpresa potrebbe essere proprio lui.
Plinio Olivotto
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