Paris: «Avezzano ti porto in C nell’anno del centenario»

Il presidente biancoverde: «Stiamo chiudendo accordi con lo sponsor Aureli, re delle carote Squadra confermata per l’85%, può fare la storia. In città è tornato l’entusiasmo»
AVEZZANO. Ambizione, programmazione, promozione: nella stagione calcistica che segna il centenario di vita dell’Avezzano (1919-2019), il presidente, avvocato e scrittore Gianni Paris, da nove anni alla guida del club, sta lavorando all’Operazione serie C, come recita lo slogan della campagna abbonamenti biancoverde.
I tifosi possono sognare?
«L’obiettivo è migliorare il terzo posto della passata stagione. E credo di avere detto tutto».
Un obiettivo l’ha centrato: riportare entusiasmo in città.
«Mi fa piacere, al Dei Marsi voglio una media di mille spettatori a partita. E ci riusciremo».
La campagna acquisti è conclusa?
«Stiamo chiudendo con alcuni Under, per i cosiddetti Over abbiamo confermato l’85% della rosa. Stiamo trattando con Palladini, un centrocampista classe ‘99, e proviamo un terzino del 2000, Mahmoud che l’anno scorso stava al Pucetta».
Persia resterà?
«È in trattativa con una squadra professionistica (il Teramo, ndr), ma spero possa rimanere perché è troppo importante per l’economia dell’Avezzano».
È ancora deluso per il finale dell’ultimo campionato?
«Guardiamo avanti. Mi assumo le responsabilità per quella partenza ad handicap che ha condizionato la stagione, con un Dos Santos non in condizione e un Cerone fuori ruolo».
Il brasiliano è stato capocannoniere del campionato, ma il resto della squadra ha latitato in zona gol. Come rimediare?
«Ragione che ci ha spinto a prendere Alessandro, un attaccante da doppia cifra. Mi aspetto 20 gol da Dos, 15 da Alessandro, 10 da Pellecchia e altrettanti da Cerone. Mi aspetto molto, ovvio. Ma credo che oggi l’Avezzano sia considerata tra le papabili per la vittoria finale. E poi mi aspetto tanto da un giocatore, uno che può fare la differenza».
A chi si riferisce?
«Di Curzio, è un calciatore molto valido».
Quali le avversarie più insidiose?
«Francavilla, Pineto, Vastese e Recanatese».
Ma non teme un appagamento vista la mancanza di rinnovamento?
«Ho seguito il modello Frosinone, anche ad Avezzano voglio un blocco granitico di calciatori per creare un ciclo che possa fare la storia».
Lei passa per un presidente-tifoso, poco incline alla pazienza.
«Ho subìto un’evoluzione. Ho capito che devo pensare a costruire e a non a creare disagi ai collaboratori. Adesso sono un presidente meno protagonista e più fattuale».
Capitolo sponsor. Ripercussioni dopo l’addio di Sterpetti?
«Siamo vicini a chiudere un accordo con la famiglia Aureli, re delle carote e dei succhi di succhi di frutta, imprenditori seri. E poi sono aperti discorsi con la Santa Croce e con una società che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma anche senza sponsor la copertura finanziaria c’è. Voglio ringraziare il vicepresidente Luciano D’Alessandro che mi ha dato la voglia di continuare».
Avete siglato un accordo con la Marsica calcio per il settore giovanile.
«Praticamente abbiamo già acquisito la società, triplicando i numeri della scuola calcio e raddoppiando quelli del settore giovanili, dove contiamo 430 tesserati. Un passo importante, anche in prospettiva. Roberto Panei sarà il responsabile del settore giovanile, mentre Vittorio Scafati della scuola calcio. Scafati che è l’uomo da più anni al mio fianco, ci tengo a dirlo».
Quali sono i suoi rapporti con l’allenatore Giampaolo?
«Ottimi. C’è il suo piglio nella squadra, c’è la mia managerialità e c’è il telefonino sempre acceso del diesse Iacovitti. Penso che per la prossima stagione possa dire molto anche per lui, resterebbe se salissimo in C».
Spesso si è lamentato col Comune. È sempre dello stesso avviso?
«Zero contributi. Non c’è altro da aggiungere».
E i suoi rapporti coi tifosi? Contestazioni passate?
«Sono stupendi, hanno una club house nel nostro stadio, sul modello olandese. Siamo uniti verso l’obiettivo. Abbiamo 312 abbonamenti e siamo vicini a superare la soglia dell’anno scorso, me ne aspetto il doppio perché sto facendo sacrifici. C’è Emiliano Crisigiovanni che cura questo aspetto. Ed è bravo».
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