Parisse: «Un vero disastro ma dobbiamo capire se c’è da cambiar strada»

Il capitano azzurro salva poco o niente ma replica con orgoglio a un irlandese: «Noi fuori dal torneo? Ricordatevi la sconfitta del 2013 all’Olimpico...»
Sergio Parisse, capitano azzurro, guarda oltre la sconfitta per riprendere un tema che già venerdì aveva affrontato in parte. Giovani e prospettive. «C’è da capire cosa sia giusto o meno per il movimento, se quello che si è fatto è giusto o se occorre cambiare strada». Una frase detta alle tv uscendo dal campo che si sposa con quella di Jacques Brunel di un paio di settimane fa sulla gestione delle franchigie: «Avevamo visto Canna giocare bene e chiedevamo che durante il Sei Nazioni fosse usato come permit player nelle Zebre, ma fu convocato uno straniero».
Ora che la Nazionale è costretta dagli infortuni a cercare nuovi volti per allargare la base, la scelta di non far fare esperienza ai giovani promettenti dell’Eccellenza, diventa l’handicap più grave. Anche se Parisse poi, in conferenza stampa, riporta il discorso sull’atteggiamento in campo. «Non sta a me dare giudizi sugli altri giocatori. Ognuno deve analizzare la sua prestazione e pensare a cosa deve migliorare. Soprattutto chi ha poca esperienza, deve cercare di capire cosa può dare di più alla squadra».
C’è la prospettiva, ma c’è anche l’amarezza per la sconfitta contro l’Irlanda. «Quando si perde così – dice ancora Parisse – la colpa è del collettivo e oggi siamo stati disastrosi, gli errori si pagano cari a questo livello. La partita di oggi deve farci capire come sia importante non avere atteggiamenti sbagliati».
Qualcuno prova a cercare qualcosa di positivo nella prestazione degli azzurri, magari nel primo tempo. Parisse resta un attimo in silenzio: «Gia lì eravamo stati disastrosi, io odio perdere ma è importante essere positivo, tanti ragazzi hanno bisogno del mio appoggio e di vedermi positivo nonostante una sconfitta del genere, io sono certo che nel futuro daremo risultati, ora dobbiamo capire tutti dove possiamo migliorare per dare una svolta, perché stiamo vivendo un momento di difficoltà».
Un giornalista irlandese provoca: «Non credete che con sconfitte come queste l’Italia debba uscire dal Sei Nazioni?». Parisse è glaciale nella risposta: «Andate a vedere le nostre ultime prestazioni, anche contro l’Irlanda, alla vittoria del 2013».
Accanto al pullman ci sono due affranti Palazzani e Padovani. Il secondo è in piedi ma soffre. «Ho paura di essermi rotto il collaterale del ginocchio sinistro». Si ferma Johnny Sexton, apertura irlandese, si stringono la mano. «È stata dura fin dall’inizio, non riuscivamo a difendere avanzando, a rallentarli. L’intercetto? Avevano studiato la nostra azione nei minimi particolari, hanno tenuto l’ala schierata fino all’ultimo, una trappola. Sono stati bravi». «Sì – conferma Palazzani – il problema principale è stato la difesa».
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