Parla Baroni: "Servono 30 punti per sognare la A"

11 Febbraio 2015

L’allenatore indica la quota play off e frena su Brugman: "Gaston è al 70%. Scommesse? Pesoli e Ferrario innocenti"

PESCARA. Lancia il Pescara, indica la quota play off, rimanda Brugman e punta su Pettinari. Marco Baroni è un fiume in piena in conferenza stampa, nonostante ogni volta chieda brevità ai giornalisti. Stavolta non è così e c'è anche il tempo per parlare del calcioscommesse.

Baroni, con il Cittadella bene il punto ma la partita...

«Non credo che sia stata una partita modesta. Prima del gol abbiamo fatto molto bene, abbiamo creato molto. Chiaro è che, se al primo affondo, vai sotto, in questo momento non è facile. Ma i presupposti per il pari li abbiamo creati. Siamo stati poco incisivi nel secondo tempo, ma eravamo comunque predominanti. Le occasioni del Cittadella sono state due, su nostri errori.Continuando a creare occasioni riusciremo a trovare i risultati».

Forse, questa squadra non credo fino in fondo nei propri mezzi?

«Pareggiare al 95' significa crederci. Dobbiamo lavorare per migliorare il rendimento casalingo, anche sul piano psicologico. Non dobbiamo subire gol, mantenendo la partita aperta. La strada è quella giusta, ma dobbiamo crederci. Io il bicchiere lo vedo mezzo pieno».

Federico Melchiorri è a secco da 5 partite, è preoccupato?

«Melchiorri deve stare tranquillo. A Trapani ha fatto una grande partita, come a Livorno dove non ha segnato ma ha mandato in gol gli altri. Sabato non ha sfoggiato una prestazione straordinaria, ma ha preso un palo, ha messo Pettinari davanti alla porta, ha causato la punizione che poi ha portato al pari. È solo un calo fisiologico».

Pettinari è il partner ideale in attacco?

«Si. Pettinari l'ho visto molto bene, ma sicuramente è migliorabile. È quello che più si avvicina a Maniero, ma gli altri non li ho certo messi da parte, come Sansovini...».

Il 4-4-2 non si tocca, vero?

«Cambiare sistema di gioco sarebbe una follia. Abbiamo trovato degli equilibri col 4-4-2, scoprendo giocatori come Bjarnason, che sta facendo benissimo. Ho visto l’intervista simpatica di Birk sull'ampiezza, ma io vorrei ricordare che nell'ultimo anno e mezzo sono scesi in campo oltre 65 giocatori. Abbiamo iniziato con 12 giocatori di nazionalità diverse. Non è facile trovare una compattezza in certe condizioni».

Brugman, però, sembra un pesce fuor d'acqua, non crede?

«Ho sempre aspettato Brugman, desideravo averlo in squadra. Lui ha tanta qualità, e quindi sfrutta quella, ma gli manca un po’ di condizione. Quindi forse la convivenza con Memushaj in questo momento è difficile. Non è una bocciatura, ho tanta stima di Gaston. Gli serve fiducia, quindi vedremo. Attualmente è al 70% della condizione. A Latina potrebbe giocare Selasi, ma ho diverse possibilità, anche Bruno è una possibilità per Latina, psicologicamente essendo un ex...»

Quanti punti occorrono al Pescara per centrare i play off?

«Rispetto all'anno scorso la quota si è abbassata e credo che 30 punti siano sufficienti».

La sua rosa è sempre ampia e gestirla sarà un problema, non crede?

«La squadra deve capire che anche chi gioca dieci minuti è importante come chi ha giocato per 80’. Questo voglio farlo capire anche a costo di staccargli la testa ai miei giocatori. Pasquato ha risposto molto bene all'esclusione e ha messo una palla perfetta in area. Questo è quello che voglio dai miei giocatori. Lui vuole giocare, io ne devo mettere 11 in campo».

Lei è molto amico di Antonio Conte, ha allenato l'anno scorso Stefano Ferrario, a Lanciano, e quest'anno ha in squadra Emanuele Pesoli. Tutti e tre sono i coinvolti nel calcioscommesse e rischiano il rinvio a giudizio dopo la conclusione delle indagini.

«È difficile esprimersi su fatti come il calcioscommesse. Conosco bene Conte come professionista e uomo, quindi so che è impossibile quello che gli imputano i magistrati. Stesso discorso per Ferrario e Pesoli, sono due professionisti esemplari. Non conosco i fatti, è una mia valutazione umana e professionale dei tre».

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