PARTENZA COL BOTTO, INSEGUENDO UN SOGNO
di ROCCO COLETTI Hanno vinto tutte le prime della classe. Ma questa volta la vetrina della domenica se la prende un signore di 69 anni, Zdenek Zeman, che regala la prima gioia stagionale al popolo...
di ROCCO COLETTI
Hanno vinto tutte le prime della classe. Ma questa volta la vetrina della domenica se la prende un signore di 69 anni, Zdenek Zeman, che regala la prima gioia stagionale al popolo pescarese. Una cinquina che non trova riscontri nella storia biancazzurra in serie A. In tre allenamenti il boemo ha toccato le corde giuste trasformando una squadra allo sbando – quella di Torino, appena una settimana prima – in un gruppo capace di strappare applausi e cori dopo una ventina minuti al pubblico che non credeva ai propri occhi. Mai vista tanta grazia in una sola partita, quantomeno da queste parti. Il Pescara non vinceva in casa (in serie A) dal 21 dicembre 2012, 2-1 al Catania. Da quattro anni! Il boemo l’ultima gioia, invece, l’aveva assaporata in un Empoli-Cagliari 0-4 del 25 ottobre 2014. Anche allora uno spettacolo in stile Zemanlandia. Il primo obiettivo l’ha già centrato: ridare dignità a una squadra che l’aveva smarrita per strada. Parlare di salvezza a questo punto della stagione è come inseguire un sogno. Ma nessuno più di Zeman lo può rincorrere. Saranno fondamentali le prossime tre partite per capire fino a quando la fiammella della speranza resisterà al vento tempestoso della serie A che sembra aver già emesso i suoi verdetti. Senza illudere nessuno. Il ritorno del boemo, però, apre nuovi orizzonti, regala un pizzico di fiducia nel futuro. E’ questa la vittoria più importante, al di là di quello che sarà il finale di stagione.
Detto ciò, una rondine non fa primavera. E non cancella giudizi e opinioni maturati nel corso dei mesi. Tra i tifosi è già partito il rimpianto-tormentone: “Ah, se fosse arrivato prima...”. Probabilmente, il Pescara avrebbe avuto qualche punto in più, chissà. Ma l’esercizio del “se” e del “ma” non autorizza a cancellare il lavoro di Massimo Oddo. Men che meno i risultati. Se il breve lavoro di Zeman ha prodotto i frutti sperati, almeno all’inizio, lo si deve anche alla cultura del gioco che il tecnico pescarese ha inculcato alla squadra. Che poi qualcosa si era rotto nel giocattolo biancazzurro è sotto gli occhi di tutti. Quanto accaduto nell’ultima settimana lo testimonia chiaramente.
@roccocoletti1
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