Partono gli Europei nell’era del terrore

9 Giugno 2016

Attentati, scioperi, hooligans incombono sul torneo. Francia: i nazionali musulmani saltano il Ramadan. Italia a Montpellier

Ci siamo. Anche l’Italia è sbarcata in terra di Francia. L’ha trovata chiusa a doppia mandata, attenta alle segnalazioni dei servizi segreti, della polizia. Benvenuti all’Europeo figlio del 13 novembre. Otto anni fa, chi seguiva la Summer Cup nel Marocco – torneo estivo riservato ai club, c’era anche il Real Madrid – veniva ispezionato con gli specchi sotto l’auto alla ricerca di ordigni esplosivi all’entrata del quartier generale. E sorrideva, pensando che l’11 settembre si sarebbe fermato lì. Adesso, dopo la strage al Bataclan, il tentativo di attentato a Saint Denis durante l’amichevole tra Francia e Germania, anche l’Europa si scopre sotto assedio nel momento della festa. Tanto che anche il ritiro della nostra Nazionale ieri è stato “bonificato” dalle forze di sicurezza. Specchi, cani fiuta bombe, perquisizioni.

Il solito allarmismo in salsa calcistica? A dire il vero non sono peracottari quelli del Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico che ha avvertito i tifosi di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord sui potenziali pericoli di chi sta pensando a una trasferta. Occhio alle piazze, alle “spianate” davanti ai maxischermi, alle piazzole dei bus, alle stazioni: «Rappresentano potenziali obiettivi per attacchi terroristici: la minaccia è alta».

I padroni di casa non hanno negato, anzi lo stesso presidente Francois Hollande, già impegnato in prima persona nel disinnescare il pericolo scioperi col motto «Il mondo ci guarda» (quelli dei trasporti rischiano di bloccare il Paese), ha riconosciuto l’esistenza del rischio di atti dimostrativi da parte del terrosismo di matriche musulmana. E allora la Francia che fa? Intensifica le misure di sicurezza, lancia addirittuta un’app per informare i tifosi sui pericoli segnalati dal ministero degli Interni, ma allo stesso tempo da fiato a quello che viene definito islam moderato. E chi c’è di meglio d’un giocatore simbolo come Paul Pogba per dire che il “festival pagano” del calcio si accorge quando viola i principi della religione di Allah? Ieri i giocatori musulmani dei Bleus hanno annunciato che, durante il torneo, eviteranno la dieta imposta dal Ramadan che prevede il digiuno dall’alba al tramonto, una pratica che non può aiutare atleti che devono percorrere anche più di dieci chilometri – soprattutto i centrocampisti e gli uomini di fascia – durante una partita che si gioca d’estate.

Insomma Pogba, musulmano osservante, potrà utilizzare integratori e mangiare prima di un incontro, come faranno il collega di reparto N’Golo Kantè, il fenomeno lanciato da Claudio Ranieri al Leicester, e Bacary Sagnà, veterano del City. Ma il ct Deschamps, coscio dello “strappo”, ha reintrodotto i piatti halal nel menù della sua Francia. Basterà per non urtare la suscettibilità integratista? Nelle scorse settimane i terroristi dell’Isis hanno fatto strage di tifosi del Real Madrid in Iraq: anche il calcio è il diavolo, figuriamoci se uno sostiene una squadra che ha una corona con la croce al culmine del proprio stemma. O meglio, aveva: sue anni fa, stringendo un accordo commerciale con una banca di Abu Dhabi, quel simbolo cristiano fu tolto, cancellato.

Questione di compromessi. Di soldi. Una vecchia storia. Così come vecchio è il pericolo hooligans, ricomparso a sorpresa in Inghilterra lo scorso mese, nel pre-partita di West Ham-Manchester United. E finito anche questo sotto la lente delle forze dell’ordine, nonostante l’attenzione e il timore siano indirizzate alle sventolanti bandiere nere. Jacques Lambert, presidente del comitato organizzatore, per esempio ha ammesso che sul match di sabato sera c’è «un’attenzione particolare, in passato ci sono stati scontri tra tifosi inglesi e marsigliesi». Per la cronaca, là si giocherà Inghilterra-Russia (arbitrata dal nostro Nicola Rizzoli) e anche se le due “curve” non meneranno le mani, anche se sarà allestito un doppio perimetro di sicurezza per accedere a tutti gli stadi dell’Europeo, è rimbazata pure la notizia – non confermata – di un match a porte chiuse a Marsiglia. Ah, questo è il vecchio calcio.

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