Pasquato e Torreira, Oddo vuole i play off

22 Maggio 2015

Esordio in panchina per il tecnico, fuori Brugman e Pettinari

PESCARA. «Io penso positivo». Massimo Oddo come Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. «Credo di avere una dote: essere sempre positivo. E questa cosa ho voluta trasmetterla alla squadra. Ho fatto le stesse cose che ho fatto con i giovani quando allenavo la Primavera». Massimo Oddo è pronto per il debutto sulla panchina del Pescara. Stasera all’Adriatico c’è il Livorno, in una gara da vincere per acciuffare l’ultimo posto nella griglia play off. Ai biancazzurri servono i tre punti per avere la certezza dell’ottavo posto. Negli spareggi, poi, i biancazzurri potrebbero incontrare Spezia o Perugia nel primo turno eliminatorio, in programma martedì. Pochi fronzoli e tanta carica. «I ragazzi sono carichi e hanno lavorato intensamente in questi 4 giorni. Sono motivati e consapevoli di avere una chance importante. È la prima di una delle partite della vita».

L’ex Milan, Lazio e Bayern ci crede e la coda della sua conferenza stampa è davvero interessante. «Vogliamo e dobbiamo vincere questa partita e poi perché no, puntiamo alla promozione». Il campione del Mondo 2006 è carico come una molla e spiega come ha lavorato in questi giorni delicatissimi. «Sono stato me stesso», racconta il 38enne tecnico pescarese, «ho dato la carica giusta. In questo Pescara ci sono ragazzi che hanno qualità e non possono temere nessuno. Posso immaginare che tipo di problemi c'erano in precedenza e dal punto di vista tecnico ho portato le mie idee, oltre a coraggio e aggressività, tutte cose che fanno parte del mio modo di pensare. Quello che succederà domani (oggi) non lo so, ma faremo il massimo. Io ci credo. I ragazzi sono stati disponibilissimi, abbiamo lavorato bene. Sanno cosa mi aspetto da loro. Confido nella voglia di vincere di questo gruppo, per dimostrare che sanno fare di più di quello che hanno fatto fino ad ora».

L’ambiente all’Adriatico sarà particolare: 9mila persone sugli spalti e la curva Nord che probabilmente contesterà il presidente Sebastiani, dopo il duro comunicato diramato dai Rangers mercoledì. «Nella mia carriera ho giocato con tanti campioni, ma alla fine sono tutti uomini. Solo due non erano umani e non sentivano la pressione e mi riferisco a Sinisa Mihajlovic e Clarence Seedorf, che facevano delle cose pazzesche anche con 60mila persone che contestavano. C'è chi sente la pressione e chi meno. Ovvio che in una partita come quella con il Livorno ci sarà tanta pressione e anche le scelte che farò si basano anche su chi ha più carattere o meno. È normale che avere il pubblico dalla nostra parte sarà importantissimo. Il comunicato dei Rangers? Non è una cosa positiva, almeno per i giocatori. Ma resto sereno perché se noi avremo un certo approccio allora gli stessi che hanno scritto il comunicato saranno dalla nostra parte».

E spiega come si presenterà il Livorno del suo amico ed compagno di nazionale Christian Panucci. «Il Livorno si chiuderà ma noi dobbiamo avere pazienza, non andare all'arrembaggio. Non sarà una partita bella».

Ed ecco che si passa alle scelte. «Pasquato, Politano e Bjarnason giocano dall’inizio. Ho dei dubbi a centrocampo e ci sono tre giocatori in ballo per due posti. Il sistema di gioco? 4-4-2 o 4-2-3-1 cambia pochissimo, dipende da cosa chiedi ai giocatori. Torreira titolare? Vedremo, lui ha grande personalità nonostante la giovanissima età». Sul tormentone Zeman preferisce glissare. «Cosa? Dove? Quando? Non ho letto nulla. Per me conta solo il Pescara, conosco il calcio da 30 anni e queste cose non mi toccano. In questo sport devi solo dimostrare, altrimenti passano avanti gli altri». A distanza di 20 anni Massimo Oddo andrà a sedersi su quella panchina che fu anche di suo padre Franco. «Se sono emozionato? Certo! Sono pescarese, da bambino andavo allo stadio e mio padre ha allenato Pescara. Le emozioni saranno fortissime, specie quando attraverserò il tunnel che porta al campo. Al calcio d’inizio però sparirà tutto. Dobbiamo vincere».

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