Pasquato: «Pescara, ti racconto il mio Gila»

L’ex biancazzurro svela i segreti del bomber: «Siamo stati insieme a Bologna, è un ragazzo di un’umiltà incredibile. Un leader silenzioso che potrà salvarvi»
PESCARA. Pescara è nel suo cuore, anche a distanza di migliaia di chilometri. «Io vi seguo sempre», dall’altra parte del telefono la voce metallica è di Cristian Pasquato, attaccante in forza al Krylja Sovetov Samara, squadra che milita nella serie A russa. Cristian, l’anno scorso, ha lasciato Pescara, e l’Italia, per rimettersi in gioco nella lontana Samara. Guarda le partite dei biancazzurri in tv e adesso in Abruzzo è arrivato anche un suo vecchio amico, Alberto Gilardino, suo compagno di squadra al Bologna. E Pasquato si racconta al Centro.
Pasquato, dalla Russia segue ancora le gesta della sua vecchia squadra?
«Che domande, certo che sì. Ho visto tante partite del Pescara, mi informo e sento spesso tanti miei ex compagni, come Memushaj che è mio amico. Sono stato anche a trovarli poco prima delle vacanze di Natale. Quella è una maglia che sento ancora un po’ mia»
E la scorsa estate sarebbe potuto tornare in Abruzzo, vero?
«Sì, siamo stati vicinissimi, poi, però, è saltato tutto e sono finito in Russia».
Come sta andando la sua nuova esperienza con il Krylja Sovetov Samara?
«Molto bene. Oltre che calcistica, sto facendo una nuova esperienza di vita. Sono solo, la mia famiglia è rimasta in Italia. Non è semplice fare il papà e il marito a distanza, ma non mi lamento. Qui è tutto diverso, dalla lingua, al calcio, alle abitudini, però non ho rimpianti. Ora siamo in Turchia per un ritiro, dato che il campionato in Russia è fermo. Non mi manca nulla, anzi, mi manca solo l’Italia».
Ha saputo che il Pescara ha preso Alberto Gilardino?
«Si, ho letto e sono molto contento per Alberto e per il Delfino».
Gilardino che lei conosce molto bene.
«Benissimo. Abbiamo giocato assieme nel Bologna, in serie A, nel campionato 2012-2013, eravamo compagni di reparto. È un ragazzo splendido».
In che senso?
«Il primo giorno che ci siamo conosciuti mi ha fatto una grande impressione. Da una stella del calcio europeo e campione del Mondo, ti aspetti degli atteggiamenti particolari, come giusto che sia. Invece lui si è presentato in punta di piedi e la cosa che mi ha sorpreso di più è stata la sua umiltà. È un ragazzo molto umile, un leader silenzioso. A Bologna fece grandi cose e anche per me fu una buona stagione»
Tecnicamente è il giocatore che mancava al Pescara?
«Non sono certo io quello che scopre un bomber di razza come Gilardino. Lui è il classico attaccante che con i suoi gol ti porta almeno 10 punti in classifica. Il Pescara ha fatto un grande colpo di mercato e sono certo che Alberto farà benissimo con Oddo».
Il Pescara può ancora salvarsi?
«Non è impossibile, anche se l’Empoli ha un vantaggio importante. In passato è successo che tante squadre alla fine del girone d’andata erano in zona retrocessione e, poi, si sono salvate. Secondo me il Pescara può farcela».
Cosa le manca della sua esperienza biancazzurra?
«L’atmosfera che c’era allo stadio, i tifosi, la città e le passeggiate sul lungomare. Sono stato benissimo da voi e vi porto nel cuore» ©RIPRODUZIONE RISERVATA

