Paterno, la rivincita di Cattafesta

Eccellenza, il portiere dei marsicani: «I play off per continuare a sognare»
VASTO. Lorenzo Cattafesta: mente fredda per schivare gli sfottò dei tifosi rivali e buone parate. Binomio che ha permesso al numero 1 del Paterno Calcio di chiudere il campionato non solo con la vittoria dei play off, ma anche con la seconda miglior difesa alle spalle del Giulianova. Per il 23enne Cattafesta è arrivata la consacrazione. Contro lo Spoltore, infatti, ha messo in mostra le sue abilità e fatto registrare le 100 presenze in Eccellenza (32 con la Vastese Calcio 1902, 34 con il Capistrello e 34 con il Paterno Calcio). «Qualche sassolino dalla scarpa me lo sono tolto», ha detto il portiere vastese. «Molti in questi anni sono stati pronti a definirmi subito scarso e inadatto al primo errore ed eroe alla prima parata difficile. Ci vorrebbe, invece, un po’ più di equilibrio nei giudizi. Penso di aver risposto con i fatti sul campo. Ho avuto costanza nel rendimento e sono maturato dal punto di vista comportamentale, non dando più troppo peso alle critiche esterne, non costruttive, ma cercando sempre di uscire a testa alta dal campo trasformando gli sfottò e le sfide in carica positiva. Mi piacerebbe vincere il 20 maggio contro Ladispoli, andare avanti nel percorso e l’anno prossimo mettermi in gioco anche in categorie superiori». Parate decisive sono arrivate anche nei play off. «Quella contro il Martinsicuro, sul 2-1 per noi su tiro di Nepa, la posso definire la parata più bella della stagione, ma anche contro il Giulianova in casa o nella finale play off su Di Camillo e Vitale sono stato decisivo e sono felice perché ho contribuito al raggiungimento del primo grande traguardo che ci eravamo prefissati». La differenza, mai come in questo caso, l’ha fatta proprio la forza del gruppo. «Basti pensare che in 11 mangiavamo sempre insieme e cosi si è instaurato qualcosa di forte che ha permesso di credere sempre l’uno nell’altro. Ci siamo spronati, mai attaccati o approfittato di un errore di un compagno. Con Tabacco, Rinaldi, Di Stefano, Di Fabio e Celli ormai basta una parola e ci si capsce al volo. Siamo squadra e questo ci permette di essere più forti di tutto e tutti. Grazie anche alla società che non ci ha fatto mai mancare nulla e ai mister Gigli e Torti bravo come motivatore e nel gestire il rapporto umano con noi». Cattafesta ha un rapporto speciale anche con un compagno, Ilario Lepre. «Sì, è un grande che si è messo spesso al servizio della squadra, encomiabile. Peccato solo che credesse», conclude il portiere di fede calcistica juventina, «nella vittoria dello scudetto del Napoli, insieme a Della Penna e Falcone... E, invece, anche quest’anno sarò io a gioire».
Paola Calvano
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