Pavone e il sogno promozione: "Pescara, il bello viene adesso"

Parola al ds dei biancazzurri: "Si deciderà tutto nelle ultime sei partite, Avellino e Vicenza le squadre più pericolose. Noi siamo lì, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Zeman? Spero che salvi il Cagliari"
PESCARA. Su e giù per l’Italia a caccia di nuovi talenti. «Ho visto Ascoli-Reggiana e ora vado a Teramo». Mentre macina chilometri si apre un po’. Sorridente sempre, ma di poche parole. Ieri, però, si è lasciato andare. Tra una relazione da leggere e qualche telefonata di lavoro, il direttore sportivo del Pescara Peppino Pavone ha detto la sua sul momento magico dei biancazzurri, toccando anche altri argomenti come i giovani, a lui tanto cari, e il suo amico Zeman. Ieri ad Ascoli ha seguito da vicino i baby Cinaglia e Dell’Orco. «Due ragazzi interessanti», ha commentato il 65enne dirigente del Pescara.
Sabato il Delfino sarà di scena a La Spezia per la prima di quattro trasferte durissime (le prossime saranno Frosinone, Lanciano e Avellino). Il calendiario dei biancazzurri non è semplicissimo. «Credo che il calendario sia duro per tutti», commenta Pavone.
«La B si decide sempre nelle ultime 6-7 partite. Questo è un campionato troppo strano in cui ci sono sempre risultati imprevedibili. Noi siamo lì e adesso non dobbiamo mollare». Non chiedetegli della serie A. «Tutti siamo ambiziosi, ma ora non bisogna abbassare la guardia», è il suo commento serafico. Il deus ex machina della prima “Zemanlandia”, però, sa bene che questo Pescara, costruito da lui e dal ds Repetto, può davvero andare fino in fondo. «Il nostro punto di forza? A livello fisico stiamo bene e credo che l’alternanza dei giocatori che c’è stata finora, alla lunga, può diventare un vantaggio, perché non abbiamo elementi che arrivano col fiatone al rush finale del campionato. Il Pescara ha tutto per giocarsi al meglio queste ultime partite. Guardate la gara con Bari. Il pari è un risultato giusto e noi abbiamo fatto una buona gara contro una formazione attrezzata come quella pugliese».
Il Delfino è in piena lotta per la serie A, quali avversari teme di più Peppino Pavone? «Frosinone e Livorno potrebbero avere qualche difficoltà e anche il secondo posto del Bologna potrebbe essere messo in discussione. L’Avellino e il Vicenza, invece, sono due avversari pericolosi. Gli irpini hanno una forza agonistica notevole e al Partenio è difficile vincere. I veneti hanno trovato il giusto equilibrio e hanno degli elementi di categoria molto validi. Noi abbiamo le trasferte più difficili? I numeri dicono che lontano dall’Adriatico questa squadra ha sempre fatto bene, quindi...». Il ds biancazzurro è un gran talent scout e finora i giovani del Pescara sono andati molto bene. «Credo che qui ci siano i giovani più forti della B. Chi mi ha impressionato? Le doti di Brugman non devo certo scoprirle io, ma anche Memushaj, che non è giovanissimo, sta facendo un grande campionato. Salamon? Lo conosco dai tempi di Foggia e non mi sorprende affatto. È un giocatore di categoria superiore, ma occhio anche a Fornasier».
Poi un retroscena legato al 18enne Ransford Selasi. «Il Pescara è stato bravo a non farselo sfuggire due anni fa. È un giocatore che segnalai a Daniele Delli Carri quando era qui a fare il direttore. Volevo prenderlo io al Barletta, ma non avevo a disposizione le risorse per chiudere l’operazione...».
Parli con Pavone ed è normale che ci scappi la domanda sul suo amico Zdenek Zeman. «Ultimamente non ci siamo sentiti», dice il ds. «Sono felice per il suo ritorno al Cagliari e mi auguro che possa centrare la salvezza». In Sardegna qualche tempo fa si era parlato anche di un possibile approdo di Pavone in rossoblù per il prossimo anno, ma la risposta non arriva: «Penso solo al Pescara, ora vado perché sto entrando allo stadio». E Pavone ieri ha chiuso la sua giornata con la vittoria del Teramo contro il San Marino.
Notiziario. Oggi la ripresa degli allenamenti per la squadra di Marco Baroni. Assenti Bjarnason e Memushaj per gli impegni con le rispettive nazionali.
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