Pavone: «Pescara, preparati alla bolgia»

1 Maggio 2015

Il direttore sportivo sarà l’ex della sfida di Avellino: «Lo stadio l’arma in più per loro. Stavo per soffiare Trotta agli irpini»

PESCARA. Peppino Pavone è uomo del sud. Ha l'esperienza di uno che il calcio lo conosce sotto tutte le latitudini per inquadrare squadra e singoli. Barlettano di nascita, foggiano d’adozione. Da giocatore ha vestito le maglie di Foggia, Torino, Inter, Pescara, Taranto e Cavese. Da direttore sportivo ha lavorato per il Foggia (quello dei Miracoli, accanto Zdenek Zeman), Lecce, Salernitana, Fiorentina, Sanbenedettese, Manfredonia, Sampdoria, Cavese e Avellino. Domenica il Pescara sarà di scena proprio ad Avellino e il ds dei biancazzurri è il grande ex.

Pavone, infatti, nel 2003 è andato in Irpinia a ricomporre l'asse con il patron Pasquale Casillo e Zdenek Zeman senza, tuttavia, rivivere i fasti dell'epoca foggiana. Con lui in quella stagione di B c’erano anche gli ex pescaresi Stroppa, Ferraresi e Anania. «Conosco bene quella piazza per averci lavorato», ricorda Pavone a poco meno di 72 ore dal calcio d’inizio. «Secondo me dell’ Avellino bisogna temere l'ambiente. C'è un pubblico caldo e giocare al Partenio è difficilissimo per qualunque squadra. Troveremo un clima infuocato».

Allo stadio sono attesi oltre 9mila spettatori. Il ds del Pescara, però, non teme solo l’aspetto ambientale. «Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, l'Avellino è una squadra che ha nella corsa e nella determinazione i punti di forza. Il troppo agonismo, però, può giocare brutti scherzi lasciando spazi agli avversari che possono punirli in contropiede». I biancoverdi sono in piena crisi e non vincono da quattro partite. «Non credo che gli irpini siano scoppiati, forse hanno perso un po' di compattezza rispetto a prima, ma allo stesso tempo dico che sarà una partita durissima per noi».

Ed ecco che svela il segreto per strappare punti al Partenio. «Dobbiamo tenere botta nella prima mezz'ora. Loro partono sempre molto forte e se teniamo botta poi possiamo provare a sorprenderli. Per loro sarà sicuramente la partita della vita, visto che devono fare punti per non abbandonare definitivamente la corsa ai play off. Per noi non è la partita della vita, ma possiamo e dobbiamo vincere».

Pavone, poi, svela un retroscena legato al mercato di gennaio. Il Pescara aveva praticamente definito l’ingaggio dell’attaccante Marcello Trotta. «Giocatore forte che a gennaio per un soffio non abbiamo portato a Pescara. L'abbiamo trattato fino all'ultimo, poi, però ha scelto Avellino». Secondo Baroni, mancano ancora 6 punti per la partecipazione matematica ai play off. «In questo momento fare calcoli non serve. Non dobbiamo pensare agli altri perché il destino è tutto nelle nostre mani e dobbiamo dare il massimo in queste ultime quattro partite. L'unica squadra che mi preoccupa un po' in questa corsa ai play off è lo Spezia. Secondo me è la migliore squadra che c’è in B». Chi andrà in A senza passare dai play off. «Il Frosinone credo che sia la sorpresa del campionato, tuttavia resto dell'idea che il Bologna sia favorito per il secondo posto e lo scontro diretto di sabato al Matusa sarà decisivo».

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