«Peccato per il podio, ma contava chiudere la gara»

5 Giugno 2017

Il Dottore spiega perché è stato costretto ad accontentarsi. Petrucci: il giorno più bello della mia vita

SCARPERIA (FIRENZE). Contava di chiuderla la gara e non fare come a Le Mans. Valentino Rossi deve accontentarsi del quarto posto nella gara del Mugello a forte tinte tricolori: dopo il recupero record dalla caduta in motocross, il Dottore partito dalla prima fila ha tenuto testa agli agguerriti rivali, ma il dolore ancora si sentiva.
«Ero fisicamente in difficoltà, facevo fatica, ma volevo arrivare, non come a Le Mans» ha sottolineato il campione della Yamaha. Sul gradino più alto del podio sono saliti tre ragazzi “normali”, grandi professionisti che hanno saputo saputo scatenare il tifo sugli spalti. «All'ultimo giro ero disperato» ha detto Dovizioso, trionfatore al Mugello. «Avevo 8 decimi su Vinales e la paura che li potesse recuperare. Dovevo scegliere: o spingere al massimo e rischiare di stendermi, o spingere con un po’ di attenzione. Quando sono entrato sul rettilineo e ho capito di non averlo attaccato dietro mi sono detto: ce l'ho fatta, ce l'ho fatta!».
Forse mai come questa volta sul podio della MotoGP, completato da Maverick Vinales e da Danilo Petrucci, si è festeggiato come se tutti avessero vinto. Ha festeggiato lo spagnolo che nonostante il 2° posto ha visto incrementare il vantaggio in classifica. Si è emozionato Petrucci che, partito 9°, ha conquistato il 3° gradino del podio: «È stato il giorno più bello della mia vita, quando ho visto che riuscivo a stare con i primi tre mi sono detto: calma e proviamoci. Dovevo non lasciarmi distrarre e ci sono riuscito».
I complimenti a Danilo sono arrivati anche da Rossi: «Mi è dispiaciuto non essere salito sul podio, ma sono contento per Petrucci perché è un mio amico, mi sta simpatico e poi ha fatto una gara incredibile. Mi sarebbe piaciuto di più se avesse fregato qualcun altro, ma è andata così. Per un attimo», chiosa Vale, «c'è stata la possibilità di un podio tutto italiano e io ovviamente speravo di essere uno di loro». A completare il triplete ci hanno pensato Andrea Migno, pupillo dello stesso Rossi che corre nel team di Moto3 VR46 e Mattia Pasini in Moto2. Per entrambi è stata la prima volta nelle rispettive categorie: «La dedizione e l’impegno che Migno mette tutti i giorni in allenamento è quasi commovente», ha spiegato Rossi, «vederlo vincere ha emozionato anche me. Pasini forse ancora di più» ha proseguito - perché ha problemi fisici al braccio. Tutti lo davano per finito e invece dopo tanto tempo, riuscire a vincere sorpassando all'ultimo giro Alex Marquez alla Casanova-Savelli e Thomas Luthi all'Arrabbiata è stato qualcosa di incredibile».