Pedron: sorpresa Sieco, ora un duro banco di prova

9 Novembre 2019

L’alzatore degli ortonesi domani (ore 18) tornerà da ex a Castellana Grotte: «L’obiettivo resta la salvezza e con i risultati riporteremo gente al palasport»

ORTONA. Quando Andrea Lanci ha deciso di lasciare l’attività agonistica in serie A2, nella Sieco Impavida Ortona sono stati tutti concordi sul nome del palleggiatore: Matteo Pedron. Anche per il buon ricordo lasciato due anni fa nell’esperienza in maglia biancazzurra. E così proprio al 27enne padovano la società ha deciso di affidare la regia della nuova squadra. Ricevendo, finora, risposte confortanti. Il sestetto di Nunzio Lanci è primo in classifica in A2 dopo la terza giornata e si appresta a giocare domani (ore 18) a Castellana Grotte contro la Materdominivolley.it. Che per due anni, dal 2014 al 2016, è stata la squadra di Matteo Pedron. «Conosco bene l’ambiente», racconta il regista, «è una piazza attaccata alla pallavolo. E troveremo un palazzetto caldo. Sarà un bel banco di prova anche sul piano caratteriale».
E su quello tecnico? «Potremmo trovare delle difficoltà in più rispetto a quelle incontrate finora. Le tre formazioni che abbiamo battuto ci hanno dato del filo da torcere, ma siamo stati bravi a uscire bene dai momenti di difficoltà. A Castellana Grotte sarà più dura. Tanto per fare un esempio, penso alla forza e all’esperienza di uno come Roberto Cazzaniga (40 anni, ndr) che in A2 ha sempre il suo impatto». Ma la Sieco Impavida prima in classifica? «Sono sincero, non me l’aspettavo. Sapevo che avremmo potuto fare bene, ma non fino a questo punto. Stiamo giocando una buona pallavolo confortata dai risultati. E questo non può che alimentare fiducia e entusiasmo. E’ un periodo favorevole che va sfruttato fino in fondo».
L’obiettivo non si smuove. «La salvezza prima di tutto, magari attraverso un piazzamento entro le prime otto posizioni che danno diritto a giocare i play off. Poi, tutto quello che verrà di più ce lo godremo con soddisfazione». Squadra nuova la Sieco. «Ma non è un problema, ogni anno si cambia tanto. Un po’ tutti all’inizio devono trovarsi per affinare determinati equilibri di gioco». A proposito, Pedron che gioco predilige? «Possibilmente quello veloce con palla spinta. Ma ad oggi un palleggiatore di livello deve saper cimentarsi in ogni evenienza». C’è chi storce il muso per le poche presenze al palasport di Ortona. «Intanto, tanto poche non mi sembrano. E poi, tranquilli, la gente arriverà. Cercheremo di portarcela noi al palasport attraverso i risultati». A distanza di due anni come ha ritrovato la Sieco Impavida? «La squadra è cambiata. Sono rimasi Simoni e Toscani della squadra in cui c’ero anch’io. L’ambiente, invece, è lo stesso. La società è seria e la gente cerca di metterti sempre a tuo agio. Mi trovo bene». E il campionato? Com’è questa A2 a girone unico? «Intanto, più difficile. Il livello è più alto, è inevitabile. Credo che Siena e Peimar Calci abbiano qualcosa in più, almeno sulla carta. Inoltre c’è Bergamo che ha buone individualità. Questo sulla carta, ma lo sport ci insegna che poi le partite vanno giocate e vinte sul campo. Noi penso che ce la possiamo giocare con tutti. Anche perché, essendo una squadra nuova, nemmeno noi conosciamo fino in fondo il nostro potenziale».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA