Pelizzoli: «Caro Pescara, purtroppo è già finita»

15 Marzo 2017

Il portiere cresciuto nell’Atalanta vestì la maglia biancazzurra dal 2012 al 2014: «B inevitabile come 4 anni fa, anche se noi crollammo solo nel girone di ritorno»

PESCARA. Conosce bene le difficoltà del Pescara nella massima serie. Le ha provate sulla sua pelle (e sui suoi guantoni) insieme a Mattia Perin, che con lui si alternava tra i pali nella stagione 2012-13. Ivan Pelizzoli, 36enne portiere bergamasco cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, ora gioca nel Piacenza, sesto in classifica nel girone B di Lega Pro. Sono passati cinque anni da quel campionato in A vide il Delfino tornare in B a causa di un girone di ritorno disastroso (2 punti in 17 gare).

Pelizzoli, perché il Pescara soffre così tanto il salto di categoria?

«La differenza tra la A e la B è troppo evidente. Per restare a galla in un torneo così impegnativo servono investimenti. Tuttavia, ogni annata è diversa dalle altre. Ad esempio, noi cinque anni fa riuscimmo a collezionare 20 punti nel girone di andata. Poi ci fu un crollo a cui ancora oggi non riesco a dare una spiegazione».

E quest’anno cosa è successo?

«Dall’esterno non è semplice fare un’analisi esaustiva. Avendo visto tante partite del Pescara, non avrei immaginato mai un cammino così deludente. Soprattutto all’inizio, la squadra di Massimo Oddo giocava bene, anche se faceva una fatica tremenda a capitalizzare le occasioni. Alla fine i valori emergono e il rendimento ha messo in evidenzia i limiti dei biancazzurri. Un mercato non all’altezza della serie A è stato pagato a caro prezzo».

Zdenek Zeman al posto di Massimo Oddo. Scelta giusta?

«Non credo che Oddo meritasse l’esonero, per me ha fatto un buon lavoro. L’arrivo di Zeman ha portato la prima vittoria stagionale, ma poi tutto è tornato come prima e sono arrivate altre tre sconfitte. Non bisogna farsi illusioni, ormai il campionato è andato e la società fa bene a programmare il futuro in anticipo. La speranza è che si possa ripartire subito disputando un torneo da protagonisti in serie B».

Domenica a Bergamo c’è Atalanta-Pescara. Che gara si aspetta?

«Fino all’ultima partita con l’Inter, per i nerazzurri è stata una stagione esaltante, una delle migliori della loro storia. E i sette gol subiti a Milano non macchiano quanto di buono fatto nelle precedenti 27 giornate. Bisognerà solo vedere se la batosta del Meazza avrà delle ripercussioni. Personalmente, non credo che ci siano contraccolpi. Anche i tifosi hanno capito, tant’è che domenica la squadra è stata accolta da applausi e cori al rientro a Zingonia».

Chi dovrà temere l’undici di Zeman?

«La forza dell’Atalanta è il collettivo, anche se il Papu Gomez sta facendo la differenza dall’inizio della stagione. È senza alcun dubbio il giocatore più forte della rosa. Poi ci sono tanti ragazzi emergenti che come ogni anno la società è riuscita a sfornare dal settore giovanile».

E tra i biancazzurri?

«Gianluca Caprari, che giocava con me a Pescara. Ha un talento innato e mi auguro che all’Inter riesca a trovare la continuità necessaria per affermarsi in un grande club».(g.t.)

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