Pelizzoli: Pescara, mi hai tradito

2 Luglio 2014

Il portiere svela: «Ho accettato il rinnovo del contratto a marzo, ma la società si è tirata indietro»

PESCARA. Lunedì pomeriggio ha salutato Pescara e i tifosi biancazzurri con un tweet: «Oggi dopo tante promesse e parole non mantenute è l'ultimo giorno da giocatore del Pescara....Grazie di cuore a tutti i Tifosi e alla gente!». Un biglietto d’addio polemico quello del portiere Ivan Pelizzoli. Il 33enne bergamasco, dopo due stagioni, lascia il Pescara e spiega i motivi del suo addio. Ora si gode qualche giorno di relax in Sicilia, insieme alla famiglia, ma si concede volentieri ai microfoni del Centro.

Pelizzoli, ha salutato Pescara con un tweet d’addio polemico, come mai?

«Vi spiego subito il perché. A marzo ho ricevuto la proposta di rinnovo biennale da parte del Pescara. Ho accettato senza problemi, ma la firma sul contratto non è mai arrivata. E non solo...»

Prego, racconti.

«Mi hanno consegnato una raccomandata, che conservo ancora, con tutte le cifre, i premi e le clausole, ma nessuno dei dirigenti mi ha chiamato per firmare. Solo tanti silenzi e mi rimandavano sempre l’appuntamento decisivo».

Ci sembra di intuire che non ha gradito l’atteggiamento del Delfino.

«Una cosa davvero assurda. In tanti anni di carriera, non mi era mai capitato di essere trattato in questo modo e ho rinunciato ad altre proposte per continuare a vestire la maglia biancazzura»

Quali proposte?

«L'anno scorso ho rifiutato l'offerta triennale dell'Udinese per rimanere a Pescara, visto che la mia famiglia si è trovata benissimo e stiamo anche pensando di comprare casa in città. Mi sono sentito tradito dalla società. Le aspettative erano altre, ma purtroppo è andata così...»

Un bilancio della sua stagione?

«L'infortunio alla spalla mi ha condizionato e, poi, quando sono rientrato, Pasquale Marino aveva stravolto tutte le gerarchie e sono stato fatto fuori. Ho accettato tutte le scelte dell'allenatore in silenzio, perché non mi andava di creare scompiglio all'interno dello spogliatoio. Solo con l’arrivo di Cosmi in panchina sono tornato a giocare».

Per quanto riguarda il gruppo, che cosa è successo calcolando che il Pescara era partito con obiettivi importanti?

«Quest'anno non c'è stato un gruppo unito in campo. Eravamo troppo fragili mentalmente e non c'era la voglia di vincere. Credo che l'errore più grande sia la sconfitta con la Juve Stabia. Da lì in poi è andato sempre peggio e sappiamo tutti quello che è accaduto in seguito».

Anche due anni fa, in serie A, al suo primo campionato in biancazzurro, non è andata benissimo...

«L'anno della serie A la squadra allestita era troppo giovane per un tecnico altrettanto giovane ed esordiente in A come Giovanni Stroppa»

Ha un ricordo positivo della sua esperienza pescarese?

«Si, certo. L'affetto della gente di Pescara e della tifoseria sono cose che non dimenticherò mai. Da voi ho trovato della gente fantastica. Una città stupenda dove mi sarebbe piaciuto vivere, ma purtroppo è andata così…»

Ha già ricevuto delle offerte da altre squadre?

«Si, ho alcune proposte. Due dalla serie A e tre dalla B (dovrebbe finire all’Entella, ndr). Vedremo cosa succederà, ma di certo non rimarrò senza squadra. Credo che nei prossimi giorni si possa sapere qualcosa in più».

@luigidimarzio

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