Pellegrini e Barella fanno bella l’Italia

25 Marzo 2024

Gli azzurri colpiscono all’inizio e alla fine: anche l’Ecuador s’inchina

HARRISON (STATI UNITI). Una piccola perla di Pellegrini in apertura, un colpo sotto di Barella all'ultimo istante del recupero: l'Italia saluta gli Usa con un 2-0 all'Ecuador, che al netto del calo fisico della ripresa e oltre il successo in risultato più prezioso del successo iniziale col Venezuela, perchè fornisce al ct Luciano Spalletti migliori risposte, sul piano collettivo e individuale: era stato proprio lui a chiedere più attenzione e determinazione. Paradossalmente, fino al contropiede finale che ha chiuso la partita, poteva starci anche il pari, visto il chiaro calo fisico della ripresa che ha consentito ai sudamericani di mettere alle corde la difesa azzurra. Ma per personalità, rapidità di azione e pericolosità, l'Italia vista in New Jersey è apparsa più squadra di quella di Fort Lauderdale. La prestazione di Bellanova ha regalato al ct un'alternativa per il ruolo, la voglia di Zaniolo gli ha dimostrato che anche chi gioca poco nel club insegue con la 'garra’ giusta il posto per l'Europeo. D'altra parte, Spalletti era in cerca di risposte nuove e in vena di sperimentare. Logico che la seconda Italia della tourneè Usa parta con 11 cambi su 11 rispetto al primo test: spiccano Vicario tra i pali e Bellanova (ex Pescara) esterno destro esordiente. Per il resto, ancora difesa a tre basata sull'esperienza Inter (Darmian e Bastoni ai lati di Mancini centrale), come nerazzurra è la spinta di Dimarco sulla corsia opposta al granata Bellanova. A centrocampo Barella-Jorginho-Pellegrini assomiglia molto a un trio da Europeo, mentre in avanti Zaniolo (e quando vuole Pellegrini in versione mezzala) gioca a supporto di Raspadori. Fuso e stanchezza del viaggio sembrano smaltiti, e sull'onda dell'affetto ricevuto dagli italoamericani di New York l'Italia parte forte. Rapido il giro palla, aggressivi tutti gli azzurri ai quali evidentemente la strigliata di Spalletti ha fatto effetto, e poi ci si mette anche il momento d'oro di Pellegrini chje sblocca il risultato con una bella conclusione. Il gol mette le ali, alla Red Bull Arena del New Jersey, e su azione partita ancora dai piedi di Pellegrini Dimarco sul cross di Bellanova si trova sulla testa il pallone buono, che sottoporta spreca con una sponda.
Bellanova è devastante sulla destra, ma l'Ecuador non rinuncia ad attaccare e impensierisce Vicario prima con un'entrata in area di Minda, anticipato, e poi con un cross di Hincapie deviato da Darmian. Per l'Italia è il momento di tirare il fiato. E al rientro lo fa anche Bellanova, sostituito da Di Lorenzo. È il momento della massima pressione dei sudamericani, Spalletti si affida a forze fresche a metà campo (Locatelli e Frattesi per Jorginho e Pellegrini) ma al 20' servono i pugni di Vicario per respingere il pericoloso sinistro di Plata. Entrano anche Retegui per Raspadori e Orsolini per Zaniolo, alla mezzora. L'Ecuador è sempre a un passo dalla pericolosità, ma inconcludente, però la velocità a tutto campo mette in difficoltà l'Italia. Fino alla fuga del 94', con Orsolini che tiene palla sulla trequarti e inventa il filtrante per Barella lanciato a rete: colpo sotto, pallonetto e 2-0. Il modo migliore per tornare a casa.
Spalletti soddisfatto. «Siamo stati squadra, in ogni fase della partita. Puoi attaccare di più, o difendere, ma l'importante è sempre essere blocco squadra. E lo siamo stati», le parole di Luciano Spalletti, ct dell’Italia. «I ragazzi hanno dimostrato di essere serissimi, e l'avversario di questa partita era di spessore». Il ct ha poi tracciato un bilancio del viaggio in Usa. «È una buona tourneè, direi ottima. Per la serietà dei ragazzi, per l'organizzazione della Figc che ha fatto fronte a tante difficoltà, per le risposte individuali dei giocatori».
Il programma. L’Italia tornerà in campo il 4 giugno nel penultimo test prima di Euro2024. Gli azzurri affronteranno la Turchia al Renato Dall’Ara di Bologna. Ultimo impegno prima della partenza per la Germania, infine, il 9 giugno al Carlo Castellani di Empoli contro la Bosnia.
Angelo Caradonna