Pellegrini: Europei e Rio voglio divertirmi ancora

18 Luglio 2014

«Alle Olimpiadi penso tutti i giorni, poi cercherò un futuro fuori dal nuoto»

E’ la donna di riferimento dello sport italiano. Un simbolo, come lo è stato in passato Sara Simeoni. A 25 anni Federica Pellegrini ha vinto tutto, ma non è ancora sazia. Punta agli Europei di Berlino, in programma tra un mese, e, soprattutto alle Olimpiadi del 2016. In Brasile cercherà di “vendicare” la magra figura della nazionale di calcio, cercando di cancellare l’incompiuta di Londra 2012.

Gli Europei di Berlino sono l’obiettivo del 2014?

«Sì, il mio obiettivo principale sono sicuramente gli Europei di Berlino. E' l'appuntamento più importante di quest'anno agonistico».

A che punto si trova della preparazione?

«Mi trovo in piena fase di carico, a un mese dall'inizio degli Europei. Andrò però a Berlino per divertirmi e, come al solito, non parlo di risultati per scaramanzia».

Ha deciso su quali distanze si misurerà?

«Le gare saranno i 200 e 400 stile libero e i 200 dorso. Poi deciderà Philippe Lucas. Diciamo che l'unico punto fermo sono i 200 stile. Il resto si vedrà».

Lei, ad oggi, quale preferisce?

«I 200 stile libero. Sono la mia specialità preferita, quella che affronto a cuor leggero perché sento pienamente mia».

Se pensa all'Abruzzo quale immagine le viene in mente? E quale personaggio?

«Purtroppo, una brutta immagine: L'Aquila dopo il terremoto del 2009. Era l'estate del 2009 ed ero a Pescara per i Giochi del Mediterraneo. Con la Nazionale sono andata in visita a L'Aquila e sono rimasta terribilmente colpita da quella che sembrava una città fantasma. Ricordo perfettamente le sensazioni provate e il cuore che si stringeva. Poi, di bel ricordo, sicuramente Le Naiadi di Pescara, il calore della gente e la mia medaglia d'oro con record annesso nei 400m sl a Pescara 2009».

Ci pensa a Rio 2016?

«Ogni giorno. E' il mio obiettivo principale a lungo termine è proprio l’Olimpiade brasiliana. La mia preparazione è programmata sui prossimi Giochi Olimpici dove arriverò con 12 anni di carriera alle spalle. Quest'anno, infatti, festeggio il decimo dalla vittoria della prima medaglia olimpica ad Atene 2004».

Come si immagina da qui a due anni, quale evoluzione pensa di poter imprimere al suo rendimento?

«Spero di arrivare a Rio nel migliore dei modi anche se avrò 28 anni. Mi sento però serena perché Philippe e Matteo Giunta stanno adattando gli allenamenti alla mia persona, esigenze e particolarità».

Quanto è usurante, sul piano fisico e mentale, nuotare?

«Sul piano mentale poco perché ormai sono abituata e so gestire emozioni ed ansie. Sul piano fisico è invece molto usurante perché ogni sport fatto ad altissimi livelli fa male. Nei nuotatori, ad esempio, le spalle sono la parte del corpo a soffrire maggiormente».

Tanto lavoro in vasca e palestra, sente di aver perso qualcosa della sua giovinezza?

«Sinceramente non rimpiango nulla delle scelte fatte. Certo, ho rinunciato a molte uscite con gli amici, qualche serata in discoteca, ma la soddisfazione dei risultati raggiunti mi ripaga di ogni sforzo fatto».

Dopo Rio de Janeiro 2016 lascerà l'attività agonistica?

«Dopo Rio mi prenderò un anno di pausa assoluta dove voglio vivermi tutto con tranquillità, a partire da andare a fare la spesa con calma. Poi deciderò cosa fare».

Oggi qual è lo sportivo che più ammira e perché?

«Ho sempre ammirato l'eleganza e la classe di Roger Federer».

Ha seguito l'Italia del calcio ai Mondiali, che idea si è fatta?

«Sì, l'ho seguita e purtroppo non mi sono fatta una bella idea. Nel calcio si rispecchia tutto il nostro Paese e in una competizione così importante fa davvero male vedere come siamo messi».

Lei è juventina, chi è l'uomo simbolo?

«Gigi Buffon, il nostro capitano».

Uno sguardo oltre lo sport: l'Italia e i suoi problemi, come se ne esce fuori?

«Facendo quello che si dice e mantenendo le promesse».

Ha già pensato a che cosa farà da grande?

«Spero di trovare la mia strada anche al di fuori del mondo del nuoto. Credo che la cosa che mi mancherà di più saranno la preparazione e l'adrenalina delle gare ma allo stesso tempo penso che anche diventare madre mi regalerà una bella dose di adrenalina pura».

@roccocoletti1

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