Pellegrini, quinta Olimpiade a 32 anni

Nuoto, l’azzurra nei 200 metri centra il tempo necessario per andare a Tokyo
RICCIONE. Di lacrime ne ha versate tante. Di gioia, di rabbia. Ma stavolta quelle che proprio non riesce a trattenere hanno un sapore diverso perché segnano la qualificazione alla quinta Olimpiade della sua carriera senza fine: Federica Pellegrini porta a casa l'ennesima missione, vince il titolo italiano nei 200 stile libero agli assoluti di Riccione, e lo fa con il tempo sotto il limite fissato per Tokyo. Con 1'56”69 la regina della vasca si conquista in acqua l'accesso ai Giochi: avrebbe avuto anche una wild card, ma ha voluto che a portarla in Giappone fosse il suo talento. E nella sua gara, quei 200 in cui ha vinto tutto. Fa il cinque con la mano a indicare il numero delle partecipazioni a cinque cerchi, la prima ad Atene nel 2004. E arriva dopo un anno difficile, il suo segnato anche dal Covid che le aveva tolto tante energie fisiche. «Scusate per le lacrime ma non sono stati mesi semplici questi ultimi. Nuotare questo tempo non è stato da poco», le parole spezzate dal pianto dell'olimpionica. La terza giornata di gare a Riccione ha regalato spettacolo anche nella finale dei 100 rana con tre azzurre sotto il record italiano e il limite olimpico (1'06”9). Il colpo lo piazza Martina Carraro che si prende il titolo, nuotando in 1'05”86, cancellando l'1'06”02 siglato agli assoluti invernali di dicembre da Benedetta Pilato, seconda in 1'06”00, ex aequo con Arianna Castiglioni. «Mi giocavo le olimpiadi e non volevo rinunciarci per nulla al mondo. Sono veramente felice», ha detto la Carraro. E non si ferma lo show di Nicolò Martinenghi: nei 50 rana, che non sono distanza olimpica, il 21enne di Varese fa il vuoto intorno e vince in 26”39 record italiano.

