«Pelè sarà eterno» Oggi l’addio a O’Rei

3 Gennaio 2023

Fila chilometrica in Brasile per la veglia nello stadio del Santos

SANTOS (BRASILE). Pelé Eterno. Non poteva che essere così, il popolo che tanto lo amava ha tributato ieria Santos l'ultimo saluto al suo Re, nello stadio dove il Mito nacque, il Vila Belmiro casa della squadra di una città del litorale paulista che il miglior calciatore della storia ha fatto conoscere al mondo. Sotto il sole dell'estate brasiliana, con un temperatura che ha oscillato fra i 29 e i 32 gradi, decine di migliaia di persone hanno dato vita a una fila chilometrica per entrare nello stadio. In fila c'era anche Nicanor Ribeiro, un sosia di Pelé che ha raccontato di come «il mio Re che ho incontrato tre volte» lo abbia aiutato a vincere la lotta contro l'alcolismo. È stata un'ondata di grande emozione collettiva quella che ha investito il Brasile, e se n'è fatto partecipe anche il presidente della Fifa Gianni Infantino, uno dei primi Vip (ha preceduto di poco il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan) ad arrivare alla veglia funebre sul campo del Santos, dove la bara con la salma di Pelé era stata portata dagli addetti e dal figlio Edinho, che ora allena in serie B il Londrina, e da Zé Roberto. Quest'ultimo, oggi 48enne, ha vestito le maglie di Real Madrid e Bayern Monaco, ma ieri è tornato dove lo ha portato il cuore, ovvero a Santos dove anche lui ha indossato la maglia con il numero 10, lo stesso che Pelé non ha voluto che fosse ritirato, come ha confermato l'ex presidente del club Marcelo Teixeira, amico di O’Rei con il quale aveva affrontato l'argomento. Fuori dai cancelli di Vila Belmiro, mentre erano in fila tanti hanno pregato, compreso Paulo Cesar Lima campione del mondo a Messico '70. Sui campi di tutte le federazioni, compresi quella della serie italiana A domani, viene e verrà osservato un minuto di silenzio in memoria di O’Rei. Pelé è Eterno, com'è scritto anche sulle magliette che gli ambulanti vendono nei pressi dell'impianto del 'Peixè, e Santos non poteva dimenticarlo neppure nell'euforia del Capodanno. Così, in segno di lutto, per una volta è stato rispettato il divieto dei fuochi artificiali e la città ha ricordato il suo Rei con una speciale iniziativa: 80 droni, volando sulla Praia do Gonzaga, hanno disegnato varie figure nel cielo per ricordare la traiettoria del numero 10.
Hanno commosso l'opinione pubblica brasiliana anche le parole dei due nipoti che Pelé ha avuto da Sandra Regina, la figlia naturale avuta da una sua domestica e che ha riconosciuto soltanto nel 1996 dopo un test del Dna e una vicenda giudiziaria durata cinque anni. Poi la donna è morta per un male incurabile. Octavio e Gabriel, che vivono negli Stati Uniti, hanno rivelato che il nonno nei giorni scorsi, sentendo che la fine era vicina, ha espressamente chiesto di loro e li ha fatti venire dagli Usa. L'incontro è avvenuto nella stanza dell'ospedale Albert Einstein e «lui ci ha chiesto perdono, ha detto che ci amava», ha raccontato Gabriel, «e sono stati momenti bellissimi anche se tristi. Tante volte abbiamo pensato a lui, e lo abbiamo perdonato perché questo deve essere il messaggio: il perdono e l'amore vincono su tutto. Anche lui la pensava così». E ora, come dice Edinho figlio ex portiere del Santos che in passato ha avuto una condanna per una vicenda di droga ma per il quale Pelé aveva un debole, «mio padre è con Dio, e ora gioca con Lui». E magari anche con Diego Maradona, perché pregando per il grande argentino nel giorno dell'anniversario della morte del Pibe O’Rei disse: «un giorno giocheremo insieme». Adesso è così, e dureranno per sempre.
Alessandro Castellani