Penalità a Vettel, la Ferrari fa ricorso

11 Giugno 2019

Il dt della Rossa: «Seb non poteva fare una manovra diversa» 

ROMA. Quella di Sebastian Vettel è e molto probabilmente resterà solo una vittoria di Pirro. Un successo che equivale ad una sconfitta e che porta almeno in parte il nome, ironia della sorte, proprio di Emanuele Pirro, l'ex pilota romano tra i commissari di gara che nel Gp di Montreal hanno deciso di penalizzare il tedesco della Ferrari consegnando l’ennesimo trionfo nelle mani di Lewis Hamilton. Sanzione, decisa perché Vettel è stato riconosciuto colpevole di essere rientrato in pista in maniera insicura, forzando il rivale inglese della Mercedes ad andare fuori pista. Un’amara sentenza, che per la scuderia di Maranello e il suo pilota è tanto più cocente perché toglie al Cavallino Rampante la gioia della prima affermazione, a cui la Rossa ha annunciato di fare ricorso. Ad ufficializzare l’intenzione di presentare appello, contro la penalità di cinque secondi che ha fatto scivolare Vettel al secondo posto al termine di un Gp condotto in testa dal via fino alla bandiera scacchi, è il team principal della Ferrari Mattia Binotto secondo cui il quattro volte campione del mondo non poteva fare una manovra diversa da quella che ha fatto: «Penso che Seb non avrebbe potuto fare nulla di diverso da quello che ha fatto, motivo per cui abbiamo deciso di appellarci alla decisione degli steward», dice Binotto. Un ricorso che però difficilmente potrà cambiare quanto deciso. Dal documento federale difatti alla Rossa è concesso l’appello al punto 38.1 delle norme vigenti (l'incidente in sé), ma non al 38.3 (i 5 secondi di penalty). E non a caso il risultato finale del Gp sul circuito semicittadino di Montreal è stato omologato dalla federazione automobilistica internazionale (Fia). E se non saranno i giudici a scagionare Vettel, ad assolvere il rivale è il diretto interessato Hamilton che se si fosse trovato nella stessa situazione si sarebbe comportato proprio come il tedesco della Ferrari.