Pendenza gela il Chieti, la festa è rinviata

14 Giugno 2021

L’Avezzano impone il pari: il bomber segna l’1-1 e poi sbaglia un rigore al 93’. I neroverdi ora a +5 sull’Aquila a 180’ dalla fine

CHIETI. La festa è rimandata. L’urlo liberatorio dei 600 tifosi neroverdi per la promozione in serie D rimane strozzato in gola. All’Angelini il Chieti fallisce il primo match point per la vittoria del campionato e deve rimandare tutto a mercoledì a Capistrello. Colpa, anzi merito, di un grande Avezzano che non ci sta a stendere il tappeto rosso alla capolista e impone un pari più che giusto. La beffa per il Chieti poteva essere ancora più grande se Pendenza, dopo aver siglato l’1-1, avesse realizzato al 93’ il rigore della vittoria, ma il pallone calciato dall’attaccante di Vittorito si è stampato sul palo. Un errore che permette ai teatini di evitare la prima sconfitta nel mini torneo, ma non consente di festeggiare la promozione. A due giornate dalla fine, sono 5 i punti di vantaggio sulla seconda, L’Aquila, che ha vinto 3-0 con il Capistrello. I rovetani saranno i prossimi avversari dei neroverdi mercoledì. Al Chieti basta una vittoria per andare in D. Con un pareggio o una sconfitta, invece, la squadra di Lucarelli deve sperare che L’Aquila non vinca in casa dell’Angolana. Il destino resta nelle mani dei teatini che hanno altri due match point: mercoledì, appunto, con il Capistrello, e domenica prossima all’Angelini con l’Angolana.
Certo è che la delusione nei volti dei tifosi e dei giocatori era palpabile a fine gara. La squadra è uscita tra gli applausi e, prima di rientrare negli spogliatoi, si è diretta fuori ai cancelli della tribuna dove la tifoseria organizzata - che non è entrata allo stadio perché contraria alle norme di distanziamento anti Covid, ma ha seguito la partita in tv nel bar di fronte all’Angelini - ha incoraggiato i giocatori a non mollare.
Una serie D sfumata ieri in un Angelini colorato a festa per un derby vero, a tratti nervoso, e giocato al massimo da un Avezzano senza più obiettivi e che ai punti, forse, avrebbe meritato anche la vittoria. Per il Chieti, sceso in campo in maglia rossa - c’è già chi, per scaramanzia, invoca di tornare a giocare con la divisa verde a Capistrello - la partita si mette subito in salita al 19’ per l’infortunio di Filosa, costretto a lasciare il terreno di gioco in barella per un problema al piede (al suo posto Lucarino). I neroverdi sono bloccati nella testa e nelle gambe, avvertono la pressione della vittoria. Cosa che non ha l’Avezzano, che gioca con la mente libera e imbriglia il Chieti soffrendo, però, negli uno contro uno con Spadafora e Fabrizi. Nei primi 45’ si conta un’occasione per parte. La più clamorosa è del Chieti con Spadafora che al 40’ a porta vuota colpisce in pieno Jacopo Puglielli che si immola sulla linea di porta. Sul versante opposto, Besana davanti a Forti non centra la porta. Ma nel secondo dei tre minuti di recupero, è Fabrizi a sbloccare il derby a due passi da Di Girolamo, raccogliendo l’assist di Spadafora. Un gol che infiamma l’Angelini e scalda gli animi, con un parapiglia in mezzo al campo tra i giocatori.
Nella ripresa, il Chieti spegne la sua foga agonistica e i cambi di Lucarelli (dentro Corticchia, Galli e Rodia) stavolta non danno gli effetti sperati. L’Avezzano spinge di più, blocca le fonti di gioco dei neroverdi e, dopo un miracolo di Forti su Spinola, è il neo entrato Pendenza a gelare l’Angelini con un tiro a incrociare sul secondo palo. L’esultanza del bomber, che porta le mani alle orecchie, accende ancora di più gli animi in campo e sugli spalti. Poi, in pieno recupero, l’ultimo brivido. Corticchia atterra in area Hyka dopo una palla persa da Siragusa. Pendenza dal dischetto colpisce il palo. Un brivido corre dietro la schiena dei neroverdi che portano a casa solo un punto e rinviano la festa. Adesso il secondo match point mercoledì a Capistrello. Per l’Avezzano solo applausi.
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