Pepe: «Nella ripresa abbiamo preso il Cagliari a pallonate»

5 Dicembre 2016

PESCARA. Titolare per la seconda volta consecutiva, Simone Pepe (nella foto) non ha tradito la fiducia dell’allenatore. Contro la Roma era stato tra i migliori e anche ieri l’ex juventino si è...

PESCARA. Titolare per la seconda volta consecutiva, Simone Pepe (nella foto) non ha tradito la fiducia dell’allenatore. Contro la Roma era stato tra i migliori e anche ieri l’ex juventino si è distinto per l’impegno e la solita carica agonistica. «I complimenti vanno alla squadra, che ha mostrato tanto carattere», ha detto Pepe, «siamo stati castigati nell’unica occasione che il Cagliari ha costruito in tutta la partita. Non era facile dal punto vista psicologico reagire dopo il gol di Borriello, che si è inventato una giocata da grande attaccante. Inoltre, non bisogna dimenticare che venivamo da sei sconfitte di fila. Nonostante ciò abbiamo continuato a macinare gioco con disinvoltura. Vero è che eravamo in superiorità numerica per l’espulsione, ma non era scontato prendere totalmente in mano le redini del match e schiacciare il Cagliari nella sua area di rigore. In particolare nel secondo tempo abbiamo preso a pallonate i nostri avversari».

Schierato da Oddo all’inizio come “finto” centravanti, poi come esterno offensivo a sinistra, nella ripresa il 33enne ha avuto una ghiotta chance per realizzare il primo gol in maglia biancazzurra, ma il suo tentativo da buona posizione si è perso di poco a lato. «Ho calciato di prima intenzione per cercare di prendere contro tempo Storari e spedire il pallone sul secondo palo. Invece, ho allargato troppo la mira e la sfera è uscita di poco». Poi la solita battuta ironica. «Si vede che dovrò farmi raddrizzare il piede». Comunque sia, il gol non è un’ossessione. «L’importante è che Caprari abbia realizzato la rete del pareggio. Non è necessario che segni il sottoscritto, basta che qualcuno lo faccia». Rispetto a un mese fa, a livello di condizione fisica è cresciuto in modo evidente. «Si entra in forma solo giocando e io ultimamente ho avuto l’opportunità di accumulare minuti nelle gambe e migliorare la condizione».

Ad un certo punto l’attaccante biancazzurro se l’è presa anche con un giovane raccattapalle che aveva temporeggiato un po’ troppo prima di restituirgli il pallone per la battuta di una rimessa laterale. Insomma, sembra che Oddo abbia trovato un vero e proprio trascinatore. «il singolo non conta, dobbiamo lottare tutti insieme. Pescara è una piccola Roma, una piccola Napoli e i pescaresi hanno una passione viscerale per il calcio. Ripeto, abbiamo bisogno di restare uniti fino alla fine per conquistare la salvezza. Sappiamo di dover giocarci la permanenza in serie A con Empoli, Crotone e Palermo. E alla fine vedremo chi la spunterà».

(g.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA