Pepe: porto esperienza, servirà nei momenti duri

26 Agosto 2016

Presentati i quattro acquisti dei giorni scorsi: oltre al 33enne ex juventino l’esterno croato dell’Ajax, Muric, il francese del Psg Bahebeck e Pettinari

PESCARA. Simone Pepe, esperienza e carisma; Jean-Cristophe Bahebeck, giovane da rilanciare; Robert Muric, diamante da sgrezzare; Stefano Pettinari, da tempo una promessa in attesa del salto di qualità. In tarda mattinata, prima dell’arrivo di Alberto Aquilani, il Pescara cala il poker presentando gli ultimi arrivati al Porto turistico.

Il primo a prendere la parola è Stefano Pettinari, che ha preso la maglia numero 27, però a breve dovrebbe essere girato in prestito ad un club di B. «Sono contento, ringrazio la società che mi ha riportato a Pescara», afferma Pettinari, biancazzurro da gennaio a giugno 2015, «penso di poter dare molto di più rispetto all’anno scorso, sono a disposizione dell’allenatore».

Poi, microfono a Simone Pepe, l’ex juventino tornato nella regione che lo lanciò nel 2002 quando vestiva la maglia del Teramo. Pepe avrà il numero 27 e porterà in dote esperienza, cultura del lavoro e un pizzico di modestia. «Sono sempre stato un buon giocatore», dice il 33enne che nella scorsa stagione ha militato nel Chievo, «che ha avuto la fortuna di giocare con grandi campioni. Alla Juventus, ad esempio, c’erano dieci-dodici fenomenti e altrettanti calciatori discreti che sudavano per ritagliarsi un po’ di spazio».

Lui ci riuscì nelle prime due stagioni, dal 2010 al 2012, con Del Neri e Antonio Conte, collezionando 61 presenze condite da 11 gol. Poi iniziò il calvario. Due anni e mezzo passati a curare i ripetuti problemi alla coscia sinistra. Nella nuova esperienza in terra abruzzese vestirà la maglia numero 21. «Sono pronto e carico per questa avventura. Ho già detto ai giovani che il cammino verso la salvezza sarà pieno di insidie. La mia presenza, come quella di Bizzarri, Campagnaro, Coda, Aquilani e altri esperti sarà importante per guidare i ragazzi soprattutto nei momenti brutti, che ogni squadra attraversa nel corso di un torneo».

L’impatto con Pescara è subito entusiasmante. «C’è un’atmosfera bellissima. Ci sono i presupposti per disputare un buon campionato, però non dovrà mai mancare lo spirito di sacrificio». Gli arrivi di Pepe e Aquilani aumentano il numero di romani in organico. «Siamo una colonia. Oltre a noi, Verre, Caprari, Pettinari e Crescenzi».

Subito dopo tocca al francese Jean-Christophe Bahebeck, 23enne attaccante in prestito dal Paris Saint Germain, che dovrà rispondere sul campo all’investitura pesante attribuitagli da Massimo Oddo, che lo ha paragonato al fenomeno del Borussia Dortmund Pierre-Emerick Aubameyang.

«Ho scelto Pescara perché la serie A ha un grande fascino», spiega Bahebeck, che ha preso il numero 15, «il mio amico Marco Verratti mi ha parlato benissimo della città».

Nel 2013 ha vinto il Mondiale under 20 con la Francia insieme a Pogba e Kondogbia diventando uno dei giovani più interessanti del calcio transalpino. Ma nelle ultime due stagioni ha deluso le aspettative. «Qualche infortunio ha frenato la mia crescita, soprattutto l’anno scorso al Saint-Étienne. Pescara è l’opportunità per ripartire alla grande».

Bahebeck può ricoprire tutti i ruoli d’attacco (esterno offensivo, prima o seconda punta). Si ispira a Samuel Eto’o, stella del Camerun, il Paese d’origine del 23enne Saint Denis. «Eto’o è il mio idolo. Spero anch’io di fare tanti gol in Italia».

Robert Muric (avrà il numero 30), esterno offensivo mancino che predilige agire sulla fascia destra, è un altro talento arrivato alla corte di Oddo. Nel 2014 l’Ajax lo prese svincolato dando vita ad una battaglia legale con la Dinamo Zagabria. Sarà la sua prima avventura in una prima squadra dopo le esperienze nelle giovanili. «Qui viene svolto un lavoro diverso, dovrò impegnarmi molto per mettermi al passo con i compagni. Il mio giocatore preferito? Leo Messi».

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