PER CAMBIARE ROTTA BASTA ESPERIMENTI

3 Novembre 2014

Quarant'anni fa Tom Rosati, per dare equilibrio a una squadra largamente rinnovata, si inventò il doppio libero: Di Somma accanto ad Andreuzza in mezzo all'area, Franco Rosati davanti alla difesa....

Quarant'anni fa Tom Rosati, per dare equilibrio a una squadra largamente rinnovata, si inventò il doppio libero: Di Somma accanto ad Andreuzza in mezzo all'area, Franco Rosati davanti alla difesa. Non era il massimo dal punto di vista del gioco ma la cosa per alcuni mesi funzionò tanto che la squadra cominciò a scalare la classifica, dando il massimo a Reggio Emilia, una partita pareggiata sotto la neve e davanti a un migliaio di tifosi biancazzurri, arrivati festanti con una carovana di pullman e un treno speciale.

Sabato con lo Spezia Baroni ci ha riproposto qualcosa di simile, schierando Salamon a centrocampo, praticamente a far poco o niente per aiutare la squadra a costruire gioco contro un avversario che sembrava avere come unico obiettivo quello di difendersi in maniera ordinata senza mai provare ad affondare i colpi. Risultato: un'ora buttata via anche per questa scelta decisamente infelice che nulla ha aggiunto al vano tentativo di ridare finalmente un'identità precisa a una squadra che era nata bene a fine estate e che si è poi smarrita a forza di esperimenti e di soluzioni inedite bocciate dal campo o frettolosamente accantonate.

12 partite, 12 formazioni diverse e non tutte dettate dall'emergenza. La svolta negativa è partita da quella gara col Bologna iniziata con Lazzari esterno al posto di una punta di ruolo, poi le rotazioni al centro della difesa e, ancora, Guana mezz'ala, l'equivoco Bjarnason che centrocampista affidabile lo deve ancora diventare, Melchiorri in coppia con Maniero, il 4-5-1 di Bari che aveva comunque permesso di scoprire le qualità di Memushaj come centrale, idea tutt'altro che sballata ma subito accantonata per far posto a Salamon. Un esperimento, appunto, visto che il polacco, senz'altro valido sul piano tecnico, in quel ruolo ha giocato mezzo campionato col Foggia e parte della prima stagione con il Brescia, per poi mettersi in particolare evidenza proprio a Brescia come centrale in una difesa a tre, tanto da finire, e con una quotazione altissima, al Milan. Che Baroni mantenga comunque la fiducia della società fa parte del gioco e certo non sta ad altri, compreso chi scrive, indicare soluzioni diverse. Ma lui ora ci deve far capire qual è la vera forza del Pescara e se c'è un modo per vederlo per una gara intera come negli ultimi 15’ della sfida con lo Spezia o in tanti altri spezzoni delle gare precedenti. Gli errori servono anche per imparare a patto che si riesca a prenderne coscienza.

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