PER IL GRAN FINALE SI PUO’ DARE DI PIU’

27 Aprile 2015

di ANTONIO DE LEONARDIS Più che col gioco questo derby il Pescara l'ha vinto con la testa. Nervi saldi, saldissimi dal primo all'ultimo minuto, la capacità di restare comunque in piedi nei momenti...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Più che col gioco questo derby il Pescara l'ha vinto con la testa. Nervi saldi, saldissimi dal primo all'ultimo minuto, la capacità di restare comunque in piedi nei momenti migliori del Lanciano, che certo più dei biancazzurri ha provato a fare la partita, la lucidità necessaria per sfruttare col massimo profitto una delle poche occasioni concesse dall'avversario che, dopo aver subito il gol di Bjarnason, ha pagato a caro prezzo l'eccessiva tensione con cui aveva affrontato il match. L'immagine del Pescara visto al Biondi probabilmente è tutta nella prova di Memushaj, l'albanese di Valona che un posto nel calcio che conta se lo è conquistato con grande sacrificio, partendo dai campi caldi dell'Eccellenza e della Campania, rialzandosi puntualmente tutte le volte che la sfortuna gli ha tagliato la strada, costringendolo a rimettersi in discussione e a ripartire da zero.

Un guerriero in mezzo al campo, sempre a supporto dei suoi compagni in affanno, la voglia di lottare con grinta e mestiere, anche a costo di penalizzare un talento che certo non gli manca. Il capitano giusto per una squadra che ha fatto una gran fatica a trovare solidità, compattezza e continuità di rendimento e che oggi, proprio grazie a queste caratteristiche, si accosta al gran finale della stagione con l'atteggiamento giusto per provare a conquistare quello che era l'obiettivo di partenza, ovvero un posto nei play off.

Per farcela occorre andare avanti fino in fondo con la stessa testa e la condizione giusta, provando comunque ad aggiungere quella necessaria dose di qualità che sicuramente è mancata a Lanciano ma anche per buona parte della precedente gara, pure quella vincente con il Modena. Sotto questo aspetto sarà prezioso e probabilmente decisivo il recupero di Brugman. Sicuramente il tecnico non ha accantonato l'idea di affidarsi a una formazione che abbia una maggiore propensione offensiva, riproponendo il 4-2-3-1 visto nell'ultima gara casalinga.

Selasi non ci sarà martedì contro la Pro Vercelli per squalifica ma resta un punto fermo per il gran finale accanto a Memushaj. E davanti Politano, l'uruguaiano e Bjarnason, tridente di corsa e qualità alle spalle di Melchiorri, con Sansovini prima scelta per provare a cambiare pelle in corso d'opera, in più una panchina più che affidabile da tenere sempre sulla corda. In sostanza un Pescara che proprio in queste ultime cinque partite può dimostrare di meritare a pieno titolo un posto nei play off. Testa, grinta e qualità, può essere il tris vincente di Baroni.

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