PER IL SALTO DI QUALITA’ SERVE SOLO CORAGGIO
Se contassero solo le cifre oggi dovremmo dire che il Pescara sta andando come un treno. Nelle ultime otto giornate ha conquistato solo un punto meno della lanciatissima capolista Carpi, ha perso...
Se contassero solo le cifre oggi dovremmo dire che il Pescara sta andando come un treno.
Nelle ultime otto giornate ha conquistato solo un punto meno della lanciatissima capolista Carpi, ha perso una sola partita, ha segnato 15 gol e ne ha subiti appena sei, con l'ultimo exploit, contro il Varese, si è portato a quattro lunghezze dalla zona play off. Potrebbe essere l'identikit di una squadra che scoppia di salute, ma, se si va nel dettaglio e si guarda alle prestazioni più che al risultato ci si accorge che non è tutto oro quello che luccica e che anche questo periodo particolarmente felice è stato caratterizzato da alti e bassi, con momenti esaltanti (Brescia, Frosinone, Vercelli) e altri tutt'altro che brillanti, anche di fronte a situazioni particolarmente favorevoli. Emblematica la gara con l'Avellino, giocata male e chiusa sullo 0-0, nonostante la superiorità numerica per gran parte della ripresa, non certo esaltanti i pareggi conquistati nei minuti di recupero con il Lanciano e con il Perugia (anch'esso penalizzato da un'espulsione a metà primo tempo), tra lunghe pause e acuti pure la gara con il Varese che pure era stata sbloccata in fretta da un rigore quanto meno "natalizio", con in più il vantaggio di giocare quasi l'intero match con l'uomo in più. Una serie positiva, in sostanza, che ricorda da vicino quella del Palermo della passata stagione, subito dopo l'arrivo di Iachini al posto di Gattuso. Quella squadra riusciva a vincere spesso nonostante prestazioni sotto tono o poco convincenti, ma poi, a forza di fare risultati, si è trasformata in una specie di rullo compressore che ha finito per dominare il campionato. La molla che propiziò la svolta, una volta trovati equilibri e giusto assetto tattico, fu con ogni probabilità l'autostima, cresciuta di partita in partita proprio grazie ai risultati.
E' quello ovviamente che ci si aspetta dal Pescara, senza pensare a dove possa arrivare o a quali debbano essere i suoi obiettivi. E autostima significa anche trovare il coraggio di osare, di rischiare, come peraltro abbiamo già visto nel finale della gara di Vercelli e, per larghi tratti anche nella seconda parte della sfida vincente col Varese. Se scatta questa molla, il Pescara se la può giocare alla grande già a Livorno: per i tifosi sarebbe il regalo più bello prima della sosta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

