Calcio

Per una partita 4.000 euro: ecco i conti degli arbitri in serie A

29 Aprile 2026

Quanto guadagnano i fischietti italiani nella massima categoria: tra parte fissa e una ventina di presenze si possono sfiorare 170mila euro

PESCARA. Fischi, fischietti, polemiche e conti in banca. La domanda è semplice: quanto guadagna un arbitro italiano di alto livello? Gli arbitri in Italia hanno introiti superiori rispetto a quelli inglesi e francesi, ma inferiori ai colleghi spagnoli e tedeschi. Dirigere una partita di serie A vale (al lordo) 4000 euro.

In serie B, si scende a 2 mila euro. Il Var in A “incassa” a partita 1700 euro e in B 800 euro. Da quarto uomo 500 euro in A e 200 in B. Per gli assistenti, 1400 euro in A e 600 in B. Per l’Avar, 800 euro in A e 400 euro in B. Inoltre è prevista una parte fissa annuale: 30.000 euro per chi ha meno di 50 presenze, 60.000 per chi ne ha più di 50 e 90.000 per gli internazionali. Oggi con una ventina di partite dirette, lo stipendio annuale di un arbitro internazionale si aggira sui 160-170.000 euro lordi. Fare l’arbitro sarà pure una “missione”, di sicuro a certi livelli è ben remunerata.

Ancor meglio se si ricopre l’incarico di direttore di gara, ma non si lamentano neppure gli addetti al Var o gli assistenti. Dopo 34 giornate di campionato Massa di Imperia (che ha pure fischiato, tra l’altro, in cinque partite di Champions League e tre di Europa League) ha guadagnato solo per la serie A ben 154.000 euro (64.000 più 90.000), contro i 150.000 (60.000 più 90.000) di Guida, Mariani e Sozza.

Doveri (finito suo malgrado nelle carte dell’inchiesta milanese poiché indicato come "arbitro poco gradito all’Inter"), pur avendo diretto più partite (17), per ora è fermo a 128.000 perché il compenso fisso è inferiore (60.000). Fra i dieci arbitri italiani più utilizzati in A ci sono anche Fabbri, La Penna, Zufferli, Colombo e Chiffi (con 14 gare) e Marchetti. Il designatore Can, invece, ha un ruolo manageriale e tecnico di elevata responsabilità, gestendo le nomine per i campionati professionistici più importanti d'Italia. Contrattualizzato con la FIGC-AIA, il compenso si aggira intorno ai 200 mila euro lordi all'anno.

In sintesi, un arbitro di serie A può guadagnare cifre importanti, soprattutto ai livelli più alti. Tuttavia, il loro reddito non è uniforme né garantito: dipende da esperienza, rendimento e numero di designazioni. Il ruolo resta quindi ben remunerato, ma anche altamente selettivo e sottoposto a forte pressione mediatica.