Percorre 4.100 chilometri in mountain bike

24 Agosto 2020

Laureti, ultracycler di Silvi, ha pedalato da nord a sud dell’Italia in 26 giorni: «Non mi sono mai arreso»

SILVI. Paolo Laureti ha concluso con successo l'impresa Wild Trail Italy dopo 26 giorni, 8 ore e 24 minuti, mettendo nelle gambe 4.100 chilometri per quasi 90.000 metri di dislivello da Trieste a Melito di Porto Salvo (Capo Sud), dalle Alpi agli Appennini in totale autonomia.
L'ultracycler di Silvi si è voluto regalare una sfida audace e fuori da ogni limite che ha superato di gran lunga la sete di avventura. Ispirato dal Sentiero Italia del Cai (Club Alpino Italiano), è stato protagonista di un’avventura in mountain bike da Trieste alla Calabria seguendo il più possibile le tracce del nuovo Sentiero; alla scoperta dell’Italia più selvaggia in uno dei trekking più lunghi al mondo passando per le Alpi Carniche, le Dolomiti, il Passo dello Stelvio, il Passo dei Salati, il Colle dell’Agnello, il Passo Incisa, il Passo Centocroci, il Passo delle Radici, il Passo della Futa e Campo Imperatore.
«Si è chiusa un’altra pagina importante della mia storia», spiega Laureti, «perché ho avuto il coraggio e la forza di crederci sempre. Mi sono immerso completamente in questo “exploring the wild” e nel vivere ogni giorno la cruda natura delle Alte Vie, la complessità di attraversare certe zone e la sensazione in diverse occasioni di sentirmi infinitamente piccolo. Sono stato il motivatore di me stesso, eravamo soltanto io e la mia mountain bike front in bikepacking mode dal peso di 27 chili con tutto il mio equipaggiamento».
L’ultracycler racconta le difficoltà: «Uno dei passaggi più difficili l’ho provato nel Parco del Gran Paradiso verso il Nivolet dove ho impiegato a percorrere un tratto di 6 km in 8 ore e con diversi tratti in portage (bici in spalla) estremo su lastroni di pietra instabile e con la bici in spalla. Non solo sul Nivolet ho subito le fasi più complicate dell’impresa», continua, «ma anche sull’Appennino nell’alta Via Emilia e in Basilicata dove sono stato costretto a spingere la bici a piedi. Col passare del tempo ogni chilometro era una conquista e ogni giorno un obiettivo da raggiungere. Ancor più emozionante il mio passaggio in Abruzzo». Laureti mostra tutta la sua soddisfazione: «La felicità ha cancellato la fatica e finalmente riesco ad assaporare il profumo di una grande impresa. Abbiamo un Paese magnifico che dovremmo tutelare tutti di più con impegno», conclude. «Ringrazio il Cai sezione di Arsita e tutte le quelle coinvolte nelle zone attraversate per avermi supportato con la definizione di questa incredibile nuova via aperta ed ora anche esplorata in mountain bike».