Perrone: la prestazione c’è stata

Il tecnico assolve i suoi: «Abbiamo preso gol nel nostro momento migliore»
SANTARCANGELO DI ROMAGNA. Qualche scaramuccia sulle tribune del “Mazzola”, dove la decisione della Corte d’appello federale di restituire 7 punti alla squadra di Perrone non è stata gradita. Sul campo, il Santarcangelo ha rotto l’equilibrio con un bis micidiale di Margiotta e l’autorete di Pesoli in 2 minuti. Ovviamente non può essere soddisfatto l’allenatore rossoblù, ma non fa nemmeno drammi anche se l’occasione di tirarsi fuori dai guai in uno scontro diretto simile era piuttosto ghiotta. «Le sconfitte fanno tutte male, ma la prestazione c’è stata», dice. «Sicuramente abbiamo delle qualità, ma anche dei limiti. Nel calcio bisogna far gol e noi non ci siamo riusciti, abbiamo subìto le reti nel nostro momento migliore. Il Santarcangelo, dopo il gol, si è chiuso bene e ha coperto ogni spazio, ma l’intensità da parte nostra non è mai mancata».
Perrone, nonostante gli esperimenti, alla fine ha schierato il 3-4-3, a dimostrazione anche della voglia di vincerla e di non abbottonarsi. «Il 3-5-2 l’ho utilizzato e mi ha dato alterne fortune, ho preferito sfruttare le caratteristiche dei miei uomini con un modulo differente. In queste partite ovviamente succede sempre così: chi passa in vantaggio poi le vince. L’autorete di Pesoli? Solo chi non fa, non sbaglia. La sua prestazione è andata in crescendo, ha dato tranquillità alla squadra e personalmente mi ritengo soddisfatto».
Uno dei migliori in campo il portiere Francesco Scotti, decisivo su Margiotta e Guidone nel primo tempo, l’ultimo ad affondare. «Quando si perde 2-0 non mi interessano i complimenti sulla prestazione individuale, torniamo in zona play-out ma senza restituzione dei punti di fatto c’eravamo già dentro, quindi sappiamo cosa significa e non possiamo sentirci tranquilli. Dovremo affrontare tutte le prossime partite con il coltello tra i denti». Anche con la superiorità numerica, L’Aquila non è riuscita ad approfittarne. «Purtroppo i due gol ci hanno tagliato le gambe, il secondo è un infortunio e può capitare. Il primo no, dovevamo essere più attenti: sul lancio di Gerli, Guidone l’ha stoppata, ha potuto puntare la porta e servire Margiotta. La partita? Entrambe le squadre hanno avuto le occasioni per passare in vantaggio, ma il Santarcangelo è stato più bravo a concretizzare».
Il tecnico del Santarcangelo Lamberto Zauli copre di elogi i suoi ragazzi. «Complimenti a tutti, prima di tutto per non aver subìto gol in una gara così importante, poi per averlo fatto giocando a calcio. Il nostro atteggiamento iniziale? Noi cerchiamo sempre d’imporre il nostro gioco, indipendentemente da chi ci si presenta davanti». Zauli può scherzare mentre racconta del cambio imminente poco dopo il 20’ st. «Sarebbe dovuto entrare Bardelloni per Margiotta. Era già tutto pronto, però sapevo che Francesco avrebbe segnato da lì a pochi minuti: è stata una mia abilità», sorride tra gli applausi. «L’espulsione di Drudi? L’intervento non era pericoloso, peccato perché la sua prestazione era stata molto positiva fino a quel momento».
Nonostante il rosso, però, il Santarcangelo non ha mollato di un centimetro, soffrendo il giusto. «Ci siamo abbassati come normale, ma siamo stati ordinati, non permettendo di creare la superiorità numerica sulle fasce. Al di là della chiave tattica, la squadra ha giocato con il cuore e questo va oltre a tutto». Decisivo come all’andata Francesco Margiotta, autore del primo gol con un destro a giro di rara bellezza. «Evidentemente L’Aquila mi porta bene. La rete è stata importante perché ha sbloccato la partita. Il 2-0 è fondamentale, i tre punti danno continuità ai nostri risultati».

