Perrotta: «Pescara, a Lecce bivio decisivo per la promozione»

Il 25enne molisano: corsa alla A riaperta in caso di vittoria Campagnaro e Brugman ci daranno la spinta necessaria
PESCARA. Gli Stati Uniti, il mito di Rocky Balboa, la musica, i tatuaggi e tanto altro. Il mondo di Marco Perrotta supera i confini del calcio. Le vacanze frequenti negli Usa soddisfano i bisogni di libertà ed evasione dalla routine. Rocky, il protagonista dei famosi film di Silvester Stallone, è fonte di ispirazione per le sue doti di lottatore. Poi c’è la passione per la chitarra, condivisa con Leonardo Mancuso e Cristiano Del grosso. Il bomber suona le canzoni di Liguabue, lui e il terzino giuliese quelle di Vasco Rossi. Il difensore del Pescara ha comprato anche il biglietto per il concerto del 2 giugno, una delle date in cui la rockstar modenese si esibirà a Milano. Quel giorno potrebbe esserci la finale play off, se dovesse giocarla il Pescara, Marco sarebbe costretto a rinunciare. Si arriva così ai tatuaggi, il pensiero più ricorrente in questo finale di stagione. Il 25enne molisano di Campodipietra ne ha già tanti sul suo corpo. Uno raffigura un ragazzino che gioca con il pallone e il Ponte del Mare sullo sfondo. «Sono arrivato qui quando avevo 14 anni, Pescara è parte della mia vita», la spiegazione. In realtà, da tempo sta pensando di aggiungere un altro disegno alla collezione. Per farlo, bisognerà centrare la promozione in serie A. Ieri il centrale difensivo, ospite del Centro in una diretta Facebook (disponibile sul sito www.ilcentro.it), ha parlato della corsa promozione e delle ultime otto gare da giocare fino all’11 maggio, giorno in cui si chiuderà la stagione regolare.
Perrotta, dopo la sosta si riprenderà con la sfida di domenica 31 marzo a Lecce.
«La gara contro i salentini rappresenta il bivio del nostro campionato. Fare risultato pieno al Via del Mare significherebbe restare in corsa per la promozione diretta. Poi ci sarà il Palermo (mercoledì 3 aprile all’Adriatico, ndr) e con l’entusiasmo potremmo affrontare al meglio un altro scontro diretto. Lecce ci dirà che finale di torneo dovremo disputare».
Crede nella promozione?
«Certo. Il Brescia è la grande favorita, ma per il secondo posto sarà bagarre tra le altre squadre. Per noi, i rientri di Brugman e Campagnaro potrebbero essere determinanti. Nei momenti di difficoltà loro due hanno sempre la parola giusta per tirarci su il morale. In una partita, tempo fa, stavamo soffrendo e i nostri avversari avevano conquistato un calcio d’angolo. Dal nulla si è sentita la voce decisa di Campagnaro: “Ragazzi, è solo un corner, forza”. Ebbene, abbiamo stretto i denti e dopo qualche minuto siamo riusciti a segnare. Quando in campo c’è Campagnaro, tutti si sentono più sicuri».
Finora 13 presenze. È soddisfatto?
«Sì, sono contento dello spazio che ho avuto. La concorrenza è forte e ogni settimana l’allenatore deve fare scelte difficili. Pillon è bravissimo a tenere tutti concentrati. È una persona splendida, non ha problemi a spiegare le sue decisioni. Chi gioca poco deve stare sempre “sul pezzo”, perché prima o poi arriva il suo turno».
«La sosta arriva a pennello», ha detto Pillon. È d’accordo?
«Sinceramente, dopo la partita con il Cosenza avrei preferito giocare subito, anche perché poi disputeremo due gare in tre giorni. Però va bene così, perlomeno recupereremo gli infortunati».
Difesa a dura prova nelle prossime due partite: prima La Mantia del Lecce, poi Nestorovski del Palermo.
«Li rispettiamo, ma siamo pronti per affrontarli. E poi l’attaccante più forte della B ce lo abbiamo in casa e si chiama Mancuso. Sapevo che prima o poi sarebbe esploso, anche l’anno scorso si è sempre allenato al massimo. La sua forza interiore e il fiuto del gol hanno fatto la differenza».
A proposito di centravanti. Il suo amico Lapadula tornerà un giorno a Pescara?
«Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Lui sarebbe felicissimo di indossare di nuovo la maglia biancazzurra. Tuttavia, ha ancora voglia di affermarsi in serie A. Qui ha lasciato un pezzo di cuore e speriamo che nel prossimo campionato, magari in A, questo suo desiderio possa avverarsi».
Ci racconta il suo arrivo a Pescara?
«Avevo 14 anni e la prima settimana mia madre è rimasta con me, poi ho iniziato gli allenamenti con i Giovanissimi nazionali guidati da Crisante. Sono stato accolto benissimo e ricordo con affetto tutti i compagni».
Ha mai pensato di mollare?
«No, ho sempre desiderato diventare un calciatore, anche se a casa mia nessuno è appassionato di pallone. Sono stato sempre supportato dai miei genitori, ma non mi hanno mai caricato di pressioni. Al contrario, oggi vedo molti genitori asfissianti nei confronti dei figli, però quando si ha a che fare con i bambini bisognerebbe essere un po’ più distaccati per dare loro la possibilità di divertirsi prima di tutto».
La lunga trafila nelle giovanili e, nel 2011, il debutto in serie B con Di Francesco.
«Sì, mi faceva allenare spesso in prima squadra e all’ultima giornata di campionato mi ha fatto esordire a Cittadella. “È un premio che meriti perché ti sei allenato con grande impegno”, queste le parole di Di Francesco che ringrazierò per sempre. Ero molto emozionato, non dimenticherò mai quel giorno».
A fine stagione Di Francesco va al Lecce e a Pescara arriva Zeman.
«Non mi aspettavo di essere convocato per il ritiro. Più che gioia, ho avvertito un po’ d’ansia perché sapevo a cosa andavo incontro. Era la mia prima preparazione con i “grandi”, in più, gli allenamenti sarebbero stati durissimi. Per questo motivo ho trascorso le vacanze ad allenarmia casa. Poi Zeman ha deciso di tenermi, ma purtroppo mi sono fatto male proprio nella settimana in cui c’erano vari difensori infortunati e avrei potuto esordire. Ho ricevuto tanti insegnamenti dal boemo. Con lui capisci quanta importanza hanno lo spirito di sacrificio, l’umiltà, la sana competizione e il rispetto dei compagni».
Nel 2015 la vittoria della C con il Teramo di Vivarini?
«Sì, un’avventura meravigliosa, peccato per la revoca della promozione. Torno spesso a Teramo a trovare gli amici. E Vivarini resta l’allenatore a cui mi sento più legato. Con lui sono diventato molto più concentrato e ho acquisito maggiore sicurezza. Dopo Lecce e Palermo sfideremo l’Ascoli, ma stavolta dovrò dargli un dispiacere...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

