Persia: stavo per mollare, poi Giampaolo mi ha ricaricato

Una stagione difficile, le incomprensioni con l'ex allenatore Pino Tortora e la voglia di mollare tutto. Angelo Persia, 19 anni, stava per lasciare il calcio. Lo scorso anno, prima della fine del...
Una stagione difficile, le incomprensioni con l'ex allenatore Pino Tortora e la voglia di mollare tutto. Angelo Persia, 19 anni, stava per lasciare il calcio. Lo scorso anno, prima della fine del campionato, il centrocampista di Civitella Roveto aveva abbandonato l'Avezzano e non voleva più tornare. Stava pensando di appendere le scarpe al chiodo e di andare a lavorare con il papà Raffaele che gestisce un'azienda che si occupa della lavorazione del legno. Poi sono bastate due chiacchiere con il nuovo allenatore Federico Giampaolo per fargli cambiare idea: Persia è tornato in campo e oggi è la colonna portante del centrocampo dell'Avezzano. «Mi era passata la voglia di giocare», racconta Persia. «Ho avuto problemi con Tortora perché caratterialmente eravamo incompatibili. Se smettevo, mi toccava lavorare con papà. Sono stato quattro giorni a casa a riflettere sul mio futuro. Papà mi ha sempre detto di fare quello che sentivo, ma gli sarebbe dispiaciuto se avessi lasciato il calcio perché avevo fatto tanti sacrifici». Decisiva è stata la chiacchierata con Giampaolo. «Il mister mi ha convinto a continuare perché è un allenatore positivo che fa giocare bene le squadre». Persia ha deciso di proseguire un percorso iniziato tanti anni fa. Ha cominciato a giocare a calcetto all'età di otto anni a Civitella Roveto, poi si è iscritto alla scuola calcio Valle Roveto dove è stato visionato da una squadra di Ferentino, la Pro Calcio Academy. «Non potevo allenarmi sempre con loro perché Ferentino era troppo lontano da casa, così mi chiamavano solo per fare le amichevoli». Persia si è messo in mostra contro il Torino, la Fiorentina e, soprattutto, contro la Roma. Un osservatore del club giallorosso, Stefano Palmieri, decide di portarlo nella capitale. Angelo ha 12 anni quando entra per la prima volta a Trigoria. «Vedere Totti e De Rossi che si allenavano nei campi vicini al nostro era emozionante. Sono rimasto quattro anni alla Roma, dai Giovanissimi fino agli Allievi. Con me c'erano Riccardo Marchizza (ora all'Avellino, ndc) e Marco Tumminello (ora al Crotone, ndc). Poi, il mio sogno si è spezzato perché mi sono fatto male e sono rimasto fermo cinque mesi». La Roma lo scarica e il giovane talento di Civitella riparte dalla Vigor Perconti, dove vince il campionato Allievi Elite. Nel 2015 arriva ad Avezzano grazie al cugino Michele Bisegna, attaccante dei biancoverdi, ex Pineto e San Nicolò (l'altro cugino è Francesco Iaboni, difensore del Paterno, ndc). «Chiesi a Bisegna se potevo fare un provino con l'Avezzano. Il ds Stefano De Angelis mi vide giocare e mi prese». Persia si è tolto l'etichetta di "cugino di Bisegna" e ha collezionato 40 presenze in tre stagioni in D, diventando uno dei migliori fuoriquota del campionato. «L'obiettivo è arrivare più in alto possibile e cercare di vivere bene con il calcio». Il 19enne di Civitella è tornato a inseguire il suo sogno.
Giammarco Giardini
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