Personalità e tecnica: Verratti guida l’Italia verso Russia 2018

Unanimi consensi per il centrocampista abruzzese Barcellona favorito se lascerà il Paris Saint Germain
La Nazionale in salsa biancazzurra, quella che ha fatto stropicciare gli occhi ai tifosi del Pescara, non poteva che essere guidata al successo da Marco Verratti. Unanimi consensi per il 24enne regista di Manoppello in forza al Paris Saint Germain. Per molti il migliore in campo degli azzurri che hanno battuto l’Albania 2-0 e che continuano a duellare con la Spagna nel gruppo G di qualificazione verso Russia 2018. È un Verratti padrone del centrocampo che guida la squadra dall’alto di una tecnica calcistica superiore alla media. «Con Verratti mi trovo benissimo», il riconoscimento che arriva dal romanista Daniele De Rossi. «È il più bravo nel rubar palla e dartela al momento giusto».
Un giocatore, Verratti, di livello mondiale, leader nel 4-2-4 di Ventura che contava anche Insigne e Immobile, altri due protagonisti della serie B vinta nel 2012 agli ordini di Zeman. Oggi come allora, Marco sembra possedere una marcia in più, quella che gli permette di svettare. E di essere, di conseguenza, più che mai un uomo-mercato. Tutte le big d’Europa lo vogliono, ma al Paris Saint Germain vogliono tenerselo stretto. Gli sceicchi non hanno problemi di soldi. Solo se Verratti dovesse forzare la mano potrebbe partire con una valutazione di non meno di 70 milioni di euro. Una cifra che ad esempio potrebbe permettersi il Barcellona. Sì, se il talento abruzzese lascerà Parigi sarà la capitale catalana la destinazione più probabile. Verratti è l’erede di Xavi, è l’interprete ideale del calcio blaugrana, l’uomo giusto per lanciare Messi e soci nella giostra spettacolo del Camp Nou. Certo, lo vogliono tutti: dalla Juve all’Inter, per non parlare all’estero. Ma la strada per Barcellona è da tenere d’occhio più delle altre. Lui fa spallucce, lascia la scena del mercato al procuratore Donato Di Campli che, negli anni, gli ha fatto lievitare i guadagni annuali fino a 9,6 milioni lordi, tra ingaggi, bonus e premi. Il “gufetto” di Manoppello si gode la notte del Barbera e dice: «Sono contento sia per la prestazione personale che per la buona prova della squadra. Io e Pirlo? Abbiamo stili di gioco differenti. Spero di capire al più presto quello che vuole il mister. Lui prepara tutto benissimo». E Ventura se lo coccola: «Quando sono diventato ct mi chiedevano se lui poteva giocare a due o a tre io credo che possa fare tutto». E poi: «Secondo tempo strepitoso, ma anche buona parte del primo», il giudizio del ct azzurro su Verratti. Che sembra aver smaltito la delusione dell’eliminazione dalla Champions nella notte del 6-1 al Camp Nou. «Sì, l’ho dimenticato. Nel calcio si deve guardare avanti». E su Juve-Barcellona: «Il Barça è sia la squadra che può perdere 4-0, perché fuori casa ha problemi, sia la squadra che può fare 6-1 in casa. I dettagli faranno la differenza».
Nel frattempo, Verratti – martedì non dovrebbe giocare in Olanda – pensa al Paris Saint Germain e a rivincere il titolo in Francia. Al resto baderà Di Campli.
@roccocoletti1
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