Pescante compie 80 anni, una vita per lo sport

7 Luglio 2018

L’avezzanese ex presidente del Coni e membro del Cio: «Simeoni e Mennea i miei atleti simbolo»

PESCARA . «Entro nel ventennio degli aspiranti centenari». Con questa battuta, come nel suo stile, l’avezzanese Mario Pescante festeggia oggi 80 anni lasciandosi alle spalle un piccolo malore accusato qualche giorno fa. «Adesso è tutto sotto controllo», dice Pescante. Nato ad Avezzano, è stato dapprima atleta nel mezzofondo, poi dirigente sportivo fino a diventare segretario generale (1973) e poi presidente del Coni (1993), membro del Cio (1994) e anche primo italiano a diventarne vice presidente vicario (2009), quindi parlamentare (tre legislature a partire dal 2001) ed anche sottosegretario con delega allo sport.
Un compleanno particolare che impone al dirigente marsicano, trapiantato a Roma, di scavare tra i ricordi. «Sara Simeoni e Pietro Mennea sono i miei atleti simbolo. Il momento sportivo più bello che ho vissuto è stato l’oro di De Zolt, Albarello, Vanzetta e Fauner nella staffetta 4x10 km alle Olimpiadi invernali di Lillehammer nel ’94», dice Pescante. «Il momento più brutto il massacro della squadra israeliana a Monaco nel 1972. L’abbiamo vissuto in diretta, visto che eravamo nelle palazzine di fronte a quella di Israele. Una tragedia che ha lasciato un segno profondo».
Una vita per lo sport, in prima fila sui temi di politica internazionale, soprattutto in qualità di rappresentante del Cio presso l’Onu. L’effetto di questo compleanno tondo produrrà la sua decadenza da membro effettivo del Cio, la sua seconda famiglia ormai da 25 anni. «Terminerò a fine dicembre e passerò il testimone a Giovanni Malagò, una persona degna e appassionata che farà un ottimo lavoro per riportare le Olimpiadi in Italia». Pescante sarà nominato membro onorario del Cio. «Il 7 novembre al Foro Italico ci sarà il mio commiato e per l’occasione verrà a salutarmi il presidente del Cio Thomas Bach e altri colleghi. Non c’è malinconia forse un po’ di nostalgia, poiché si chiude un percorso di vita. Ricordo con piacere la collaborazione instaurata tra lo sport palestinese e quello israeliana, la partecipazione alle Olimpiadi di Rio della squadra olimpica dei rifugiati, la presenza ai Giochi di Paesi che ufficialmente non esistono come il Kosovo. Poi una rappresentativa di giovani di Pyongyang a Coverciano. Tutto questo ha spianato la strada del dialogo con la Corea del Nord che poi ha avuto come traguardo la sfilata dei due Paesi sotto un’unica bandiera ai Giochi di Pyeongchang. Lo sport mi ha regalato straordinarie esperienze e mi ha portato a lavorare per promuovere i valori olimpici di pace e di tolleranza per un mondo migliore». In questi giorni sta seguendo i Mondiali di calcio in tv. «Chi ha comprato i diritti ha avuto audience incredibili, a dimostrazione di un passo avanti della cultura sportiva, dal momento che la nostra Nazionale è assente. Inoltre, registro lo spettacolo di Mosca, la correttezza del pubblico e un calcio spettacolo, dove finalmente il razzismo è stato spazzato via».
Gianfranco Merenda