Pescara, a Bari servirà uno scatto in chiave play off

7 Novembre 2017

L’attuale media punti non basterà per centrare l’obiettivo  Nel 2011 Zeman era a quota 28, due stagioni fa Oddo a 21

PESCARA. Il campionato è lungo, equilibrato e sfibrante. La classifica è cortissima (appena 10 punti tra la prima e l’ultima) e si fa presto a passare dai piani alti ai bassifondi. Tutto vero. Certo è che dopo 13 giornate il bilancio del Pescara è leggermente al di sotto delle aspettative. Eppure, sarebbe bastato non farsi rimontare da Salernitana ed Entella per occupare una posizione molto più confortevole. In entrambi i casi il Delfino era in vantaggio di due reti e aveva in pugno la gara, a differenza dell’altro pareggio maturato in modo beffardo con la capolista Frosinone (da 3-0 a 3-3) che però sul campo aveva meritato il risultato. Ebbene, con quattro punti in più, oggi i biancazzurri sarebbero terzi a quota 21, a due lunghezze dalla prima della classe e a +1 sul Bari, il prossimo avversario del Pescara.
Il primo bilancio. Nelle ultime cinque apparizioni in B del Delfino, la squadra che ha accumulato il maggiore numero di punti (28) dopo 13 partite è quella di Zeman nel 2011-12 che alla fine vinse il campionato conquistando la promozione in serie A. L’attuale compagine del boemo ne ha 17, undici in meno rispetto a sei anni fa. Nel 2015-16 il Delfino di Oddo che andò in A al termine dei play off era a quota 21, mentre la squadra di Baroni nel torneo precedente ne aveva 13. Alla fine, con il subentrante Oddo, il Pescara venne sconfitto nella finale play off dal Bologna, mentre nel 2013-14, con Marino (poi sostituito da Cosmi), dopo 13 gare i biancazzurri avevano 15 punti. Guardando la media attuale (1,30 punti a partita) la proiezione finale in 42 gare è pari a quasi 56 punti e, dal 2013-14, anno in cui ai play off partecipano sei squadre, nessuna è entrata negli spareggi con una cifra simile. Nel 2014 lo Spezia arrivò ottavo con 62 punti, nel 2015 l’Avellino a quota 59, nel 2016 il Novara con 65 e nell’ultima stagione lo Spezia si prese l’ultimo posto utile accumulandone 60. Dunque, per centrare il traguardo minimo fissato alla vigilia del campionato, il Pescara dovrà necessariamente aumentare la media punti.
A Bari festival del gol. Domenica sera allo stadio San Nicola andrà in scena la sfida tra due club che segnano e subiscono raffiche di gol. I biancorossi vantano (insieme all’Empoli) il migliore attacco della B con 25 reti, mentre 18 sono quelle incassate. Il Delfino, invece, è quarto nella classifica dei gol fatti (22), ma ha la quinta peggiore difesa del torneo (23 reti subite). In pratica, in 13 gare, chi ha seguito il Bari e il Pescara si è gustato la bellezza di 88 reti totali.
Emozione Grosso. Sulla panchina dei pugliesi siede il pescarese Fabio Grosso che domenica sfiderà per la prima volta da allenatore (giovanili a parte) la squadra della sua città. Da calciatore, invece, il campione del mondo di Berlino 2006, affrontò i biancazzurri in una circostanza. Era il 4 marzo del 2004 e l’ex terzino sinistro militava con il Palermo che vinse 2-0 all’Adriatico grazie ai gol messi a segno da Toni e Jeda. Il match col Pescara si giocherà al San Nicola che in questo avvio di stagione rappresenta un vero e proprio fortino per i galletti. Su 20 punti totali, infatti, il Bari ne ha collezionati 18 in casa (sei vittorie e una sconfitta in sette gare) segnando 16 reti e subendone 5. Per i ragazzi di Zeman sarà un bel banco di prova.
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