Pescara a picco, nove gare per il miracolo

Delfino a un passo dalla retrocessione: deve conquistare almeno 16 punti per sperare nei play out. Occhio agli scontri diretti
PESCARA. Adesso si accettano miracoli. Sono 23 i punti in classifica, penultimo posto occupato a -5 punti da play out e ben undici dalla salvezza diretta. Dopo il ko nello scontro diretto con l’Ascoli a nove partite dalla fine e con un calendario non proprio facile, al Pescara serve un miracolo per evitare la serie C. Sono 27 i punti in palio da qui alla fine del campionato e, per provare a sperare negli spareggi salvezza, occorrerebbero non meno di 16-17 punti.
La corsa per evitare di sprofondare in serie C è partita da tempo, ma il Delfino è andato in affanno spesso e, martedì, nella gara fondamentale per lo sprint salvezza, ha fallito clamorosamente. Le attenuanti? Non ci sono, nemmeno il rosso rimediato da Scognamiglio. Il Pescara ha concesso troppo agli avversari con una difesa in grande difficoltà anche con la parità numerica fino al 36’.
Tanti giocatori votati all’attacco, forse troppi, che hanno sbilanciato l’assetto studiato di Grassadonia. Stavolta il tecnico ha delle responsabilità evidenti su scelte e sostituzioni (Sorensen e il cambio Machìn per Busellato). Delfino disordinato e impacciato nella costruzione del gioco e mai compatto. L’Ascoli ha vinto con merito, mettendo a nudo il piano di battaglia del Pescara. Per quanto riguarda la classifica, sicuramente per il Pescara è una sconfitta che fa crollare inesorabilmente le quotazioni in chiave play out.
La matematica non condanna ancora i biancazzurri, certo, ma è pur vero che il ko con l’Ascoli a livello emotivo e mentale sarà devastante. Sabato il Delfino sarà di scena a Vicenza, che è in una posizione di classifica tranquilla e che all’andata sconfisse Fiorillo e soci all’Adriatico. L’ultima chance, forse, ci sarà in Veneto, ma non sarà semplice strappare punti e sperare in un passo falso dell’Ascoli, che ospita la Cremonese, per provare a tornare in corsa. Il cammino del Pescara prevede la trasferta di Vicenza, poi il Pisa in casa (2 aprile), dopo la sosta per la Nazionali. Poi due trasferte difficili.
La prima, il 5, a Monza e dopo cinque giorni in casa del Brescia tornato in corsa per i play off. Ed ecco poi il trittico della speranza con tre scontri diretti delicatissimi. Si apre con l’Entella in casa (17 aprile), la trasferta di Cosenza (20 aprile) e la gara all’Adriatico del 24 contro la Reggiana, prima di chiudere il campionato a Cremona, alla penultima, e con la Salernitana in casa. Al Pescara servirà un miracolo per evitare la retrocessione in C, ma, fino a quando non ci sarà la matematica certezza del verdetto, deve provarci considerando anche l’aspetto degli scontri diretti.
I biancazzurri, infatti, in questo momento sono in vantaggio con l’Ascoli per differenza reti, avanti con la Reggiana per la vittoria dell’andata per 1-0 e in parità con il Cosenza. Per avere qualche chance in più, nel caso in cui ci fosse l’arrivo a pari punti con queste tre squadre, i biancazzurri devono portarsi avanti negli scontri diretti, sperando poi che non si arrivi alle ultime giornate con incroci tra squadre con l’acqua alla gola e con altre più “tranquille” e senza particolari assilli legati alla classifica. Queste partite, infatti, spesso regalano risultati abbastanza prevedibili. Delle ultime cinque in classifica il Pescara è la squadra che ha più scontri diretti (2), rispetto a Cosenza (2), Reggiana (2) e Ascoli (1). I miracoli sono sempre in attesa, senza far distinzione per nessuno.
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