Pescara abbondante, è giunta l’ora delle scelte

Legrottaglie chiamato a scremare una rosa tornata extralarge
PESCARA. Al via l’operazione rilancio. Il cammino del Pescara riprenderà sabato all’Adriatico nella sfida contro la Juve Stabia (ore 18), un avversario abbordabile che però ha un punto in più dei biancazzurri e all’andata li ha sconfitti in rimonta (0-1 di Galano, poi uno-due campano con Forte e Canotto). Ieri nell’amichevole in famiglia nuove prove di 4-3-3 (o 4-3-2-1), il sistema di gioco su cui Nicola Legrottaglie poggerà le basi per risalire la china. Sarà fondamentale ricominciare con il piede giusto, ci sono dieci match da giocare, può accadere di tutto, anche se l’obiettivo prioritario è allontanarsi dalla zona play out che è a soli tre punti di distanza.
Cercasi identità. Nella stagione in corso nessuna squadra ha schierato un numero di calciatori superiore rispetto al Pescara. Prima sotto la gestione Zauri e poi con Legrottaglie, il Delfino in totale ha utilizzato ben 37 giocatori: 2 portieri (Fiorillo e Kastrati, quest’ultimo ceduto a gennaio al Trapani), 13 difensori (Scognamiglio, Drudi, Masciangelo, Bettella, Zappa, Ciofani, Del Grosso, Campagnaro, Balzano, Vitturini, ora alla Feralpisalò, Ventola, a gennaio passato al Cittadella, Elizalde e Marafini. Poi 11 centrocampisti (Memushaj, Machìn, ora al Monza, Palmiero, Busellato, Kastanos, Crecco, Melegoni, Bruno, Ingelsson, passato al Kalmar, Palmucci, venduto al Parma, e Diambo. Infine, 11 attaccanti: Galano, Maniero, Borrelli, Brunori (a gennaio ceduto alla Juventus U23), Bocic, Di Grazia, Clemenza, Tumminello, Pavone, Cisco (ora al Novara) e Bojinov. A questo punto, Legrottaglie ha l’obbligo di individuare la giusta quadratura. La rosa è di nuovo extra-large, servono scelte drastiche, ma è un’azione necessaria per avere una precisa identità che nel corso della stagione, soprattutto a causa delle assenze, non è mai stata trovata.
Cambi frequenti. Dopo 28 giornate di campionato il Pescara, insieme a Juve Stabia, Pisa e Venezia, è il club che ha effettuato più sostituzioni: 84 su altrettante a disposizione, un numero destinato a salire ulteriormente, dal momento che nelle ultime dieci partite della stagione regolare, ai play off e ai play out, diventeranno cinque i possibili ingressi dalla panchina in tre momenti diversi della gara.
Un ruolino da brividi. Nelle nove partite del girone di ritorno giocate prima della sosta forzata, il Pescara ha collezionato 9 punti, 4 in meno rispetto a quelli accumulati nelle stesse gare disputate all’andata. Nella seconda parte del torneo solo tre squadre hanno fatto peggio dei biancazzurri: Livorno (6 punti), Cosenza (4) e Ascoli (5), ma i marchigiani hanno un incontro da recuperare mercoledì contro la Cremonese. Il Delfino ha 35 punti in classifica e negli ultimi otto campionati di serie B, dal 2010 a oggi, alla 28ª giornata i biancazzurri non avevano mai avuto un rendimento così deludente. Nel torneo in corso ha marciato su ritmi inferiori anche a quelli della travagliata stagione 2017-18, quando sulla panchina si sono succeduti Zdenek Zeman, Massimo Epifani e Bepi Pillon, con quest’ultimo che ha portato la squadra alla salvezza all’ultima giornata pareggiando a Venezia (alla 28ª, 36 punti). L’anno scorso, invece, l'undici di Bepi Pillon aveva 45 punti e alla fine è stato eliminato in semifinale play off dal Verona.
Nel 2015-16, annata della promozione in A con Massimo Oddo, a questo punto del campionato il Pescara era terzo con 49 punti. Nella stagione 2014-15, che si è concluso con la sconfitta in finale play off contro il Bologna, era settimo a quota 49, mentre nel 2013-14 stazionava in undicesima posizione con 39 punti. Nella cavalcata trionfale del 2011-12 con Zdenek Zeman la squadra occupava il secondo posto con 55 punti. Infine, nel torneo precedente con Eusebio Di Francesco viaggiava in sesta posizione a quota 41. Per trovare un cammino peggiore di quello attuale bisogna tornare indietro di tredici anni (serie B 2006-07), quando il Delfino, guidato in successione da Davide Ballardini, Aldo Ammazzalorso e poi dalla coppia Gigi De Rosa-Vincenzo Vivarini, alla 28ª giornata era penultimo con 20 punti e alla fine non riuscì ad evitare la retrocessione in C.
Giovanni Tontodonati
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