Pescara al buio, il Perugia fa festa

27 Gennaio 2018

I biancazzurri durano un tempo e cadono sotto i colpi di Kouan e Di Carmine. Dopo 4 gare si interrompe la striscia positiva

PESCARA. Il momento magico si è interrotto. L’appuntamento con il tris di vittorie è rinviato. Il Pescara sfoggia la sua versione play off solo per metà gara, poi va in confusione e non riesce mai a reagire mostrando il peggio del repertorio. Arrembante, spigliato e pericoloso nel primo tempo. Confusionario e distratto nella ripresa. Il Perugia con un gol per tempo (Kouan e Di Carmine) piazza il colpo e ridimensiona i sogni di gloria dei biancazzurri, che nelle ultime quattro gare avevano conquistato ben 10 punti. Prima parte di gara molto interessante, con i biancazzurri che sono andati più volte vicini al gol, ma sono stati puniti da una leggerezza difensiva dal giovane Kouan, 18enne ivoriano prodotto della Primavera biancorossa. Buon inizio della squadra di Zeman, che però si specchia un po’ troppo e prende la prima doccia fredda.
I biancazzurri sbandano, un po’, accusano il colpo, ma nel finale hanno due grosse occasioni per il pareggio, come l’azione sfortunata di Capone che colpisce il palo al 45’. Nella ripresa tutt’altro Pescara. Gioco lento e prevedibile, tanto possesso palla, ma senza mai bucare il muro eretto dall’undici umbro, che trova anche il gol del 2-0 a ridosso del 90’. Zeman sperava nel colpaccio e nella terza vittoria consecutiva, invece deve mettere da parte il piano di battaglia per entrare in pianta stabile nella zona play off. Che sia chiaro, si è visto un buon Pescara nel primo tempo, ma non ancora una squadra zemaniana. I terzini non vanno, gli esterni fanno molta fatica e, poi, manca concretezza negli ultimi 20 metri.
Il boemo sorprende un po’ tutti nelle scelte. In difesa balza subito all’occhio la presenza di Hugo Campagnaro. L’argentino, quasi 38 anni, al debutto assoluto in campionato dopo tanta tribuna e panchina. I biancazzurri partono forte e hanno l’occasione del gol dopo un minuto. Brugman disegna un pallonetto perfetto per Mancuso, l'esterno biancazzurro non controlla benissimo la sfera facendosi anticipare d da Nocchi. Il Pescara prende coraggio, guadagna campo e fa trasalire la retroguardia perugina. La squadra di Breda impiega un po’ a prendere le misure all’undici di Zeman, ma, pian piano, cerca di bloccare le fonti di gioco rallentando la manovra. Mancuso, al 24’, ci prova di nuovo, ma non riesce a gonfiare la rete ed ecco che arriva la doccia fredda. Al 26’, è Kouan che porta in vantaggio il Perugia, sbucando, in area, lasciando sul posto sia Crescenzi (non riesce a contrastarlo in tempo) e sia Carraro (lo lascia partire senza seguirlo). Stacco imperioso che permette agli umbri di mettere il naso avanti. Il Delfino accusa il colpo, ma fa poco movimento senza palla e non riesce a ripartire. Crescenzi ci prova, Carraro sfiora il gol e poi Capone colpisce il palo. Tre occasioni ghiotte, però capitalizzate nel peggiore dei modi. Si va al riposo, con un gol pesante sul groppone forse anche immeritato. Ci si aspettava un Pescara arrabbiato e affamato nella ripresa, ma così non è stato. Il Deflino è lento, lezioso, prevedibile e con poche idee. Il Pescara fa molto possesso, ma spesso va a sbattere contro il muro biancorosso che riconquista palla e riparte. Di Carmine va vicino al gol dopo 10’ della ripresa e poi chiude i conti a due minuti dalla fine, sfruttando una clamorosa incertezza di Perrotta. Pescara al buio, Perugia in paradiso. Per Zeman è davvero una serata da dimenticare.
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