Pescara alla riscossa Ceter è il trascinatore

Prima vittoria e Oddo salva la panchina: la doppietta del colombiano e la rete (su punizione) di Vokic permettono di sfatare il tabù Cittadella
PESCARA. E alla settima giornata arrivò anche la prima vittoria stagione del Pescara. Un sospiro di sollievo, una boccata d’ossigeno anche per Massimo Oddo, la cui panchina traballante viene puntellata da un 3-1 che pone fine alla serie di sconfitte consecutive (cinque più quella di coppa Italia a Parma) e apre nuovi orizzonti complice anche la sosta in arrivo che permetterà al tecnico di far crescere la condizione atletica dei singoli.
Un’inversione di rotta auspicata. In sei gare, il Pescara aveva segnato tre reti (tutte con Maistro), in 45’ ne ha realizzate altrettante ponendo le basi per la riscossa. Che è figlia anche di un cambio di rotta. Non più un Pescara propositivo e sbarazzino. Non più una squadra garibaldina che punta al bel gioco per arrivare il risultato. No, alla settima giornata si è visto qualcosa di diverso: un Pescara che aspetta e riparte. Più accorto. Che bada a coprirsi in attesa di colpire. Il trascinatore di giornata porta il nome di Damir Ceter, l’attaccante colombiano rientrato a Lecce dopo l’infortunio e decisivo per sfatare il tabù Cittadella.
Un uno-due letale firmato dalla punta di proprietà del Cagliari che nella passata stagione al Chievo aveva realizzato due reti. Tanti quanti ne ha fatti al 16’ e al 19’. Lancio lungo dalle retrovie e il possente attaccante biancazzurro fa fuori tutta la difesa veneta per infilare Maniero. Una prodezza il primo gol, sul secondo, invece, la complicità della difesa ospite è un fattore che agevola. Partita subito indirizzata nel migliore dei modi, quello auspicato da Oddo che cambia meno del solito, quattro pedine, rispetto a Lecce e conferma il 3-4-2-1. L’atteggiamento è più prudente, meno sbarazzino. Meno fronzoli e più sostanza, specialmente in mezzo al campo.
Il Cittadella gioca, attacca, ma viene rimbalzato e chiude il tempo sotto di tre gol, perché alla doppietta di Ceter si aggiunge, al 40’, la punizione dal limite dello sloveno Dejan Vokic che beffa Maniero di sinistro. Un primo tempo da strabuzzare gli occhi per un Pescara mai visto prima. Più concreto e meno scintillante. La ripresa inizia sulla falsariga dei primi 45’, ma si sviluppa con qualche brivido di troppo, perché basta la prima incertezza per riaprire l’incontro. Al 15’ il 3-1 del Cittadella lo firma Cissè di testa. Per i biancazzurri è la sesta partita di fila in cui prendono gol. E qui, dopo cinque sconfitte di fila, al Pescara scorre qualche cattivo pensiero per la testa. C’è qualche passaggio a vuoto, un principio di paura e smarrimento. Infatti, al 19’ ecco l’ingenuità di Fernandes che tocca D’Urso in area biancazzurra e induce l’arbitro Santoro a indicare il dischetto. A graziare Fiorillo e le coronarie di chi ama i colori biancazzurri è il capitano granata Iori che calcia il pallone alto. E così il Cittadella si brucia la possibilità di arrivare al 3-2 e il Pescara scaccia gli incubi. Addirittura, lascia l’ultimo posto in classifica alla Cremonese.
Può essere la domenica della svolta biancazzurra. Sul piano del risultato, ma anche tattico. Non più una formazione che si propone cercando di sfruttare qualità che non possiede, ma un atteggiamento più consapevole a protezione di un pacchetto arretrato in difficoltà a campo aperto. Il tutto in attesa che diversi giocatori tornino definitivamente a disposizione e raggiungano una condizione psico-fisica migliore. C’è la sosta, due settimane per poter affinare certi meccanismi per arrivare alla verifica di Ferrara, alla ripresa della serie B.
Nel frattempo, si capirà che cosa ne sarà della società: se Sebastiani venderà o meno. Nella domenica più delicata, tra crisi di campo e voci sul futuro del club, il gruppo ha dato una risposta caratteriale apprezzabile. Non male per voltare pagina e riassaporare il valore di un sorriso calcistico.
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