Pescara, basta un acuto Vergani gol e Messina ko

L’attaccante decisivo nel primo tempo, biancazzurri sempre a -3 dalla vetta
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PESCARA (4-3-2-1): Plizzari 6; Cancellotti 7, Brosco 6, Boben 6.5, Crescenzi 6.5; Gyabuaa 5.5 (1’ st Mora 6.5), Kraja 7 (29’ st Crecco sv), Aloi 6.5 (18’ st Palmiero 5.5); Cuppone 6.5, Vergani 7, (34’ st Lescano sv); Desogus 5.5 (18’ st Kolaj 6). A disposizione: Sommariva, D’Aniello, Milani, Delle Monache, D’Aloia, De Marino, Ingrosso, Tupta, Saccani, Germinario. Allenatore: Colombo.
MESSINA (4-3-2-1): Lewandowski 6; Berto 6, Camilleri 6.5 (39’ pt Trasciani 6), Filì 6, Angileri 6; Mallamo 6 (28’ st Marino 6), Fiorani 6, Fazzi 6 (11’ st Fofana 6); Grillo 6 (11’ st Balde 6.5), Iannone 6.5; Catania 6 (28’ st Curiale 6). A disposizione: Daga, Ferrini, Napoletano, Zuppel, Konate, Versienti. Allenatore: Auteri
Arbitro: Bordin di Bassano del Grappa.
Rete: 32’ pt Vergani
Note: Spettatori: 2.817. In tribuna il vice presidente della Lega Pro, Marcel Vulpis. Angoli: 4-1. Ammoniti: Gyabuua, Brosco, Cuppone, Angileri, Filì. Recupero: 2’; 5’.
PESCARA
Il Pescara firma la quarta vittoria consecutiva all’Adriatico, resta al 2° posto in classifica con i successi di Catanzaro e Crotone e ringrazia Edoardo Vergani autore del gol che ha deciso la sfida con il Messina (1-0). Quando prima della partita lo speaker fa il nome dell’ex tecnico Gaetano Auteri, ora al Messina, dagli spalti piovono tanti fischi segno che il ricordo della scorsa stagione non è certo bello. Ma in campo al Messina vanno solo applausi: l’11 siciliano, giovanissimo e con poco talento, gioca bene, aggredisce e mette in difficoltà alcune volte il Pescara. Considerando i valori delle due rose, Auteri può e deve essere soddisfatto. Sarà stato il freddo, sarà stata la pioggia caduta in mattinata, ma sugli spalti la cornice di pubblico non è adeguata e 2.800 spettatori sono davvero pochi.
Colombo propone il turnover annunciato: sono quattro i cambi rispetto a domenica scorsa con Crescenzi al posto di Milani in difesa, Kraja e Aloi in mediana per Palmiero e Mora, mentre in attacco maglia da titolare per Vergani. Per la prima volta Colombo rinuncia a Mora e Lescano ma dopo 30’, vuoi per un giallo a Gyabuaa vuoi per una partita non certo convincente del classe 2001 scuola Atalanta, manda a scaldare il suo capitano.
Passano pochi minuti e la gara sembra facile facile per il Pescara perché Cuppone sfonda per vie centrali e impegna severamente Lewandoski. Il portiere salva come può, ma concede un tap in troppo facile per essere sbagliato da Desogus. L’ex Cagliari invece calcia alle stelle e fa un regalo grande così ad Auteri. Il Pescara fatica a prendere le misure al Messina. Nota di merito per Carmine Iannone un 2001 che ha fatto passare un pomeriggio poco tranquillo a Brosco e Cancellotti. Il direttore d’orchestra del Pescara è Erdis Kraja che prova a dettare i tempi, ma la banda biancazzurra non è piacevole da ascoltare come spesso accaduto in stagione ed allora serve un solista d’eccezione per infiammare la platea.
Minuto 32, Cancellotti si offre volontario e le suona alla difesa del Messina prima di confezionare un cioccolatino speciale che Vergani spinge in fondo alla rete. Colombo applaude, Auteri mastica amaro e il boccone è più difficile da digerire perché qualche minuto più tardi si fa male capitan Camilleri.
Nella ripresa è tutto un altro Pescara: bello, aggressivo, ma terribilmente sciupone. In successione Cuppone, Kraja e Kolaj sbagliano l’impossibile da posizione più che invitante. Il Messina è come un pugile che non molla mai: incassati i colpi resta in piedi e nei 20’ finali con Fofana in campo prova a riprendere la partita.
Colombo è talmente arrabbiato che nessuno vorrebbe essere vicino a lui quando se la prende con una bottiglietta d’acqua. Ma per fortuna del Pescara, tanti pericoli il Messina non li crea e al triplice fischio arrivano altri tre punti. Nel complesso sono 32 e nessuno dopo 13 giornate era mai stato bravo come Colombo sulla panchina biancazzurra. Prossima partita lunedì prossimo (ore 20,30) in casa della Turris.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-2-1): Plizzari 6; Cancellotti 7, Brosco 6, Boben 6.5, Crescenzi 6.5; Gyabuaa 5.5 (1’ st Mora 6.5), Kraja 7 (29’ st Crecco sv), Aloi 6.5 (18’ st Palmiero 5.5); Cuppone 6.5, Vergani 7, (34’ st Lescano sv); Desogus 5.5 (18’ st Kolaj 6). A disposizione: Sommariva, D’Aniello, Milani, Delle Monache, D’Aloia, De Marino, Ingrosso, Tupta, Saccani, Germinario. Allenatore: Colombo.
MESSINA (4-3-2-1): Lewandowski 6; Berto 6, Camilleri 6.5 (39’ pt Trasciani 6), Filì 6, Angileri 6; Mallamo 6 (28’ st Marino 6), Fiorani 6, Fazzi 6 (11’ st Fofana 6); Grillo 6 (11’ st Balde 6.5), Iannone 6.5; Catania 6 (28’ st Curiale 6). A disposizione: Daga, Ferrini, Napoletano, Zuppel, Konate, Versienti. Allenatore: Auteri
Arbitro: Bordin di Bassano del Grappa.
Rete: 32’ pt Vergani
Note: Spettatori: 2.817. In tribuna il vice presidente della Lega Pro, Marcel Vulpis. Angoli: 4-1. Ammoniti: Gyabuua, Brosco, Cuppone, Angileri, Filì. Recupero: 2’; 5’.
PESCARA
Il Pescara firma la quarta vittoria consecutiva all’Adriatico, resta al 2° posto in classifica con i successi di Catanzaro e Crotone e ringrazia Edoardo Vergani autore del gol che ha deciso la sfida con il Messina (1-0). Quando prima della partita lo speaker fa il nome dell’ex tecnico Gaetano Auteri, ora al Messina, dagli spalti piovono tanti fischi segno che il ricordo della scorsa stagione non è certo bello. Ma in campo al Messina vanno solo applausi: l’11 siciliano, giovanissimo e con poco talento, gioca bene, aggredisce e mette in difficoltà alcune volte il Pescara. Considerando i valori delle due rose, Auteri può e deve essere soddisfatto. Sarà stato il freddo, sarà stata la pioggia caduta in mattinata, ma sugli spalti la cornice di pubblico non è adeguata e 2.800 spettatori sono davvero pochi.
Colombo propone il turnover annunciato: sono quattro i cambi rispetto a domenica scorsa con Crescenzi al posto di Milani in difesa, Kraja e Aloi in mediana per Palmiero e Mora, mentre in attacco maglia da titolare per Vergani. Per la prima volta Colombo rinuncia a Mora e Lescano ma dopo 30’, vuoi per un giallo a Gyabuaa vuoi per una partita non certo convincente del classe 2001 scuola Atalanta, manda a scaldare il suo capitano.
Passano pochi minuti e la gara sembra facile facile per il Pescara perché Cuppone sfonda per vie centrali e impegna severamente Lewandoski. Il portiere salva come può, ma concede un tap in troppo facile per essere sbagliato da Desogus. L’ex Cagliari invece calcia alle stelle e fa un regalo grande così ad Auteri. Il Pescara fatica a prendere le misure al Messina. Nota di merito per Carmine Iannone un 2001 che ha fatto passare un pomeriggio poco tranquillo a Brosco e Cancellotti. Il direttore d’orchestra del Pescara è Erdis Kraja che prova a dettare i tempi, ma la banda biancazzurra non è piacevole da ascoltare come spesso accaduto in stagione ed allora serve un solista d’eccezione per infiammare la platea.
Minuto 32, Cancellotti si offre volontario e le suona alla difesa del Messina prima di confezionare un cioccolatino speciale che Vergani spinge in fondo alla rete. Colombo applaude, Auteri mastica amaro e il boccone è più difficile da digerire perché qualche minuto più tardi si fa male capitan Camilleri.
Nella ripresa è tutto un altro Pescara: bello, aggressivo, ma terribilmente sciupone. In successione Cuppone, Kraja e Kolaj sbagliano l’impossibile da posizione più che invitante. Il Messina è come un pugile che non molla mai: incassati i colpi resta in piedi e nei 20’ finali con Fofana in campo prova a riprendere la partita.
Colombo è talmente arrabbiato che nessuno vorrebbe essere vicino a lui quando se la prende con una bottiglietta d’acqua. Ma per fortuna del Pescara, tanti pericoli il Messina non li crea e al triplice fischio arrivano altri tre punti. Nel complesso sono 32 e nessuno dopo 13 giornate era mai stato bravo come Colombo sulla panchina biancazzurra. Prossima partita lunedì prossimo (ore 20,30) in casa della Turris.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

