Pescara bello a metà: pari con la Vis Pesaro

Clemenza porta subito avanti il Delfino, ma Cannavò e Rubin ribaltano la gara. Nel finale Cancellotti evita il ko e biancazzurri ancora al 1° posto
PESCARA. Un pizzico di delusione e qualche interrogativo di troppo dopo il pareggio contro la Vis Pesaro. Finisce 2-2 con Cancellotti che nel secondo tempo prima regala a Rubin la palla del vantaggio, e poi si fa perdonare toccando in rete un corner di Pompetti prima dell’inutile assalto finale. Allo stadio Adriatico si respira una bella atmosfera, l’inizio di campionato positivo del Pescara si percepisce dalla coda che si è formata ai cancelli, dagli applausi e dai cori dei tifosi che accompagnano da subito i biancazzurri e le emozioni non tardano ad arrivare. Dopo neanche sessanta secondi De Marchi punta l’area e serve un pallone d’oro a Clemenza che tutto solo firma l’1-0. Esultano in tanti, e chi è in attesa di entrare allo stadio percepisce dalla festa che le cose si stanno mettendo bene.
Le scelte di Auteri. Rasi al posto di Nzita a sinistra era già stato annunciato alla vigilia, per il resto il tecnico biancazzurro ha dato continuità all’11 di Carrara con De Marchi al centro dell’attacco. Il Pescara gioca il suo solito calcio propositivo, Rasi è una piacevole sorpresa e sfiora il raddoppio di testa su assist di Clemenza al 14’. Farroni è immobile ma il pallone sfiora il palo. Partita in discesa per il Pescara? Neanche per idea perché la Vis Pesaro sa bene quello che deve fare, va ad aggredire i biancazzurri e punisce costantemente la leziosità di D’Ursi e compagni. Di Gennaro si deve superare su Cannavò al minuto 29 quando una rimessa laterale diventa un assist per il numero 10 marchigiano che esalta il portiere biancazzurro. Il pari arriva due minuti più tardi. D’Ursi sonnecchia, Piccinini va al doppio della velocità e innesca Saccani. In area Memushaj tocca l’avversario e si va dal dischetto. Cannavò spiazza Di Gennaro. Memushaj potrebbe subito rimettere le cose a posto ma il palo gli nega il gol direttamente da calcio di punizione, prima dell’ennesimo intervento di super Di Gennaro che dice no a Cannavò che con imbarazzante facilità ha bucato la difesa del Pescara.
Si va negli spogliatoi con Auteri infuriato perché quei piccoli difetti evidenziati nelle prime due gare di campionato, sono stati ampliati da una Vis Pesaro perfetta dal punto di vista tattico.
La ripresa. D’Ursi trova subito il gol dopo una ripartenza orchestrata con De Marchi, ma c’è fuorigioco tra le proteste dei biancazzurri. Il ds Matteassi, su Rete 8, a fine partita ha le idee molto chiare. «Gol regolare, D’Ursi è partito dalla nostra metà campo. Sinceramente fatico a capire». Risponde Banchini, tecnico della Vis. «Gol regolare? Non ho rivisto, di sicuro era irregolare quello di Clemenza». Pareggio anche in mixed zone.
Auteri decide di cambiare, si torna al 4-3-3 con Rizzo, Ingrosso e Marilungo preferito a Galano. L’ex Ternana entra benissimo e confeziona un assist al bacio per D’Ursi che è sfortunato e calcia male. Dentro anche Ferrari ma la beffa è dietro l’angolo. Cancellotti sbaglia tutto, Rubin ci mette del suo e di sinistro supera l’incolpevole Di Gennaro. Cannavò decide di dare una mano in tutti i sensi al Pescara. Tocca con il braccio il pallone per fermare una ripartenza e arriva il cartellino rosso. Dentro anche Galano e l’ex Bari inizia la giocata del pari. Il suo slalom ottiene il corner, Pompetti pennella e Cancellotti si fa perdonare l’erroraccio precedente.
Ci sono altri 5 minuti più recupero da giocare, la palla buona capita a Ferrari ma Farroni si supera e vieta il tris di vittorie ai biancazzurri, che, comunque, restano primi in classifica. Quel tris che era riuscito in avvio solo a Galeone. Finisce 2-2, di bello anzi bellissimo l’abbraccio della curva alla squadra. Di brutto la leziosità e la mancanza di cattiveria agonistica che generano black out pericolosi. Contro l’Ancona e a Carrara sono durati poco, ieri per mezzora nel primo tempo la Vis Pesaro ha fatto quello che voleva. Di Gennaro ha salvato, ma Auteri deve trovare urgente rimedio. Tre indizi su tre partite fanno una prova.
Enrico Giancarli

