Pescara, c’è l’ex Baroni sulla strada verso la A

26 Maggio 2016

Il Novara espugna Bari ai supplementari: domenica la semifinale d’andata. Mercato: Sebastiani apre per Lapadula alla Lazio

PESCARA. Veleni e vendette. C'è Marco Baroni sulla strada del Pescara verso la serie A. Con il suo Novara, dopo la vittoria di ieri al San Nicola di Bari, l'ex tecnico biancazzurro, domenica, sfiderà il Delfino in semifinale. Vittoria limpida nella prima ora di gioco, poi ha rischiato grosso facendosi riacciuffare e mandando quasi in frantumi i sogni di gloria contro i pugliesi del pescarese Andrea Camplone, che, come l'anno scorso, quando guidava il Perugia, saluta i play off proprio al turno preliminare. Sulla strada del Pescara, dunque, ci sarà quel Marco Baroni che l'anno scorso fu esonerato sul più bello, all'ultima di campionato e con i play off alle porte. Un pass per le semifinali staccato all'ultimo respiro, grazie al gol di Galabinov, dopo due tempi supplementari. «La partita del San Nicola dimostra che nel calcio non esiste nulla di scontato», ha detto Massimo Oddo, ieri sera, subito dopo la gara del San Nicola. «Una partita dove è accaduto di tutto e che ha mostrato due squadre con carattere, lo stesso che ora dovremmo mostrare noi affrontando un Novara sicuramente rinvigorito dalle dinamiche della partita di Bari e dalle insidie di un campo che sicuramente non ci favorisce».

I biancazzurri, che ieri hanno seguito la partita al ristorante Putipu a Montesilvano, speravano di incontrare il Bari, visto che il Novara è l'avversario più temibile. «Contento? A questo punto non conta il nome dell'avversario, faccio i complimenti al Novara e al mister Baroni. Andare a vincere a Bari non è cosa da poco». E Baroni, anche se non lo dirà pubblicamente, è pronto a "vendicarsi", sportivamente parlando, contro la sua vecchia squadra. Il tecnico fiorentino a Pescara non è mai stato troppo amato dalla piazza e il suo addio, anche se a distanza di qualche mese, è stato infuocato dalle polemiche. Nella gara d'andata, infatti, tra lui e il presidente Sebastiani è sceso il grande gelo. Nessun saluto e nemmeno uno sguardo. Una cosa che fece arrabbiare Sebastiani, che non le mandò a dire al suo ex allenatore, scelto, coccolato e difeso in precedenza. Il Novara è il peggior avversario che potesse capitare ai biancazzurri, i quali, nella stagione regolare, sono stati battuti sia all'andata che al ritorno. Al Piola, in campionato, fu una delle più brutte prestazioni del Delfino, come ha ammesso Massimo Oddo qualche giorno fa. L'attacco guidato dal capocannoniere della B Lapadula contro la miglior difesa della B: sarà anche questa la sfida che andrà in scena domenica, in Piemonte. Il Novara è squadra solida e organizzata, che fa del contropiede la sua arma migliore. Il Delfino dovrà fare attenzione all'estro e alle giocate di Gonzalez, ieri a segno con una tripletta, oltre che ai muscoli e centimetri del duo Evacuo-Galabinov.

Lapadula-Lazio, Sebastiani apre. Gianluca Lapadula, ieri, via Facebook, ha annunciato che non vestirà la maglia del Perù nella prossima Coppa America. Il bomber vuole giocarsi la serie A col Pescara prima di spiccare il volo verso qualche club blasonato italiano o estero. Dopo Genoa, Juventus, Leicester e Napoli, anche la Lazio è piombata sul bomber e sarebbe disposta a tirare fuori 7.5 milioni di euro più un milione e mezzo di bonus. E a tal proposito, ieri, a Radio Olympia, Daniele Sebastiani si è espresso così: «Mi sono incontrato con Lotito e Tare poco tempo fa per parlare di Lapadula che è a tutti gli effetti un obiettivo della Lazio. L'interesse è vero, concreto, ma per concludere una trattativa c'è bisogno che l'interesse si trasformi in offerta reale... Dieci milioni la valutazione del nostro bomber? Sì, ci siamo. La cifra è importante, me ne rendo conto, ma stiamo parlando di un attaccante altrettanto importante. In giro vedo e sento prezzi per difensori che superano ogni logica di mercato, chi spende il proprio denaro per Lapadula lo fa con la certezza che si assicura "l'Higuain della serie B". Ripeto, se la Lazio vuole, il giocatore può andare, basta non tirare la corda troppo per le lunghe perché altrimenti si può correre il rischio che il filo si spezzi... La concorrenza c'è ed è agguerrita».

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